Immortali, nelle parole

Nel nostro linguaggio quotidiano vivono tante parole che hanno origine dal nome di personaggi, reali o di fantasia, le cui caratteristiche sono diventate proverbiali tanto da definire una precisa caratteristica. Queste parole sono dette deonomastiche, cioè che hanno perso la maiuscola iniziale tipica del nome proprio e si sono trasformate in nomi o aggettivi comuni. Per fare qualche esempio, in pochi sapranno che l’aggettivo rocambolesco deriva da Rocambole, personaggio di fantasia ormai dimenticato, protagonista di un ciclo di romanzi dello scrittore francese Ponson du Terrail, le cui avventure erano dense di episodi spericolati. Pantagruel era invece protagonista assieme a Gargantua, di un’altra saga romanzesca francese scritta da Francois Rabelais, e le sue caratteristiche di insaziabile banchettatore ci tramandano l’aggettivo pantagruelico che definisce spesso un pasto di proporzioni abnormi.
Si definisce invece lapalissiano un concetto scontato, ed è un termine che deriva da Jacques de Chabannes, signore di Lapalisse, che passò alla Storia suo malgrado come principe dell’ovvio a causa dell’epitaffio sulla sua tomba, che recitava: “se non fosse morto, sarebbe ancora in vita”.
Viene talvolta definito stacanovista un lavoratore infaticabile, che probabilmente non lo sarebbe abbastanza quanto l’uomo da cui scaturisce l’aggettivo: il minatore sovietico Aleksej Stachanov, che stabilì un insuperato record di estrazione di carbone nel 1935.
Ben più inquietante l’origine del termine linciaggio; nasce infatti dal nome dell’agricoltore virginiano Charles Lynch che ai tempi della Rivoluzione americana costituì una sorta di tribunale privato per giudicare e punire (si può immaginare come) vagabondi e ladruncoli. Un altro tizio che è riuscito nel non invidiabile obiettivo di legare indissolubilmente il proprio nome ad un termine non proprio lusinghiero fu l’irlandese Charles Boycott, un amministratore terriero che rifiutò una riduzione del canone ai suoi contadini, che per ripicca reagirono rifiutandogli mano d’opera, beni e persino qualsiasi tipo di contatto umano fino a che questi dovette lasciare l’Irlanda sotto scorta: e quel giorno nacque il boicottaggio.

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