Eloquenza d’emergenza

Saper elaborare una risposta sufficientemente esaustiva, ma breve ed efficace, è un’arte. Saperlo fare in situazioni di estrema gravità, come ad esempio durante una battaglia cruenta e disperata, accerchiati da nemici potenti e soverchianti, è frutto di incosciente genialità. Da ricordare a questo proposito la proverbiale risposta del generale Pierre-Jacques Etienne, barone di Cambronne, comandante della Vecchia Guardia francese, a Waterloo. Sul quel campo di battaglia dove tramontava l’astro di Napoleone sotto i colpi di maglio delle armate di mezza Europa, coi propri soldati decimati, circondato e senza via di scampo, al nemico che proponeva una onorevole resa e in preda a furore guerresco, il generale Cambronne replicò con una semplice e volgare parola di cinque lettere, che per un attimo nobilitò il comune rifiuto fecale e lo consegnò alla leggenda. Anche se la versione ufficiale tramanda la frase “la Vecchia Guardia muore ma non si arrende!”, rimaniamo convinti che in battaglia il lirismo sia molto ridotto anche nell’eroismo.
Approdando a tempi più moderni, rimane molto apprezzabile anche la dialettica del generale americano Anthony McAuliffe, comandante della guarnigione di Bastogne durante la battaglia delle Ardenne nella seconda guerra mondiale, che per evitare fraintendimenti consegnò per iscritto la propria risposta ai tedeschi che chiedevano la resa delle sue truppe. Il foglio che si vide recapitare il generale tedesco Von Manteuffel recitava in calce semplicemente “Nuts!”, espressione traducibile metaforicamente come “balle”, “fandonie”. I tedeschi però non avevano familiarità con lo slang yankee e, alla loro stizzita richiesta di chiarimenti, l’ufficiale americano latore del messaggio rispose molto esaustivamente “significa che potete andare al diavolo!”.

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