Un mese con Enrico Grassi

di Daniele Paletta
foto di Giuliano Ferrari

Enrico Grassi (foto Giuliano Ferrari)

Enrico Grassi (foto Giuliano Ferrari)

Nome e cognome_ Enrico Grassi
Azienda_ Elettric80
Settore_ automazione per la logistica
Segni particolari_ fede nella tecnologia

Il cowboy dell’automazione
«Se dovete fotografarmi, allora è meglio che qualcuno vada a prendermi il mio cappello». Poco dopo, l’immagine dell’uomo che ho davanti corrisponde a quella dei tanti ritratti sparsi nel suo ufficio: imponente e abbigliato in perfetto stile western, lo sguardo cordiale negli occhi color del ghiaccio, i modi di chi va diritto al punto. «Mi chiamano il cowboy dell’automazione: il mio stile è il mio tratto distintivo – racconta – Una volta, a un convegno, mi sono messo la cravatta: mi hanno mandato a cambiarmi, nessuno mi riconosceva». Dietro al look informale di Enrico Grassi, si nasconde il fondatore e presidente di Elettric80, un impero che dalla sede di Viano, nelle prime colline della provincia reggiana, fornisce soluzioni di logistica integrata in tutto il mondo: robot di palettizzazione, magazzini ad alta densità, carrelli a guida laser e fasciatori ad alta velocità. La passione di Grassi per la tecnologia arriva da lontano: «Nel ’72 i miei genitori comprarono il loro primo televisore: io lo smontai completamente per vedere come funzionava, facendo arrabbiare non poco mio padre – racconta Grassi – A 21 anni, poi, ho fondato una società di elettricisti e quadristi. Lavoravamo in tutto il mondo, e ovunque andassimo ci rendevamo conto che l’anello debole della catena di valore erano spedizioni e magazzino: tutto veniva fatto manualmente, con i muletti. Lavorando in Israele ho conosciuto un maggiore dell’aeronautica che mi ha spiegato il funzionamento dei puntamenti laser, e in pochi anni siamo riusciti a portare quelle tecnologie in ambito industriale. Nel 1991 abbiamo prodotto carrelli a guida laser e i software per gestirne contemporaneamente più di uno: l’ingegner Rolando Segatta del Gruppo Coster è stato il primo a credere in noi, affidandosi alle nostre macchine per 11 stabilimenti». Da allora, molto è cambiato: «Da fornitori di servizi abbiamo creato un prodotto industriale – spiega Grassi – battendo la concorrenza di imprese storiche del settore». Tra inaugurazioni di stabilimenti da record e fiere di settore, passando per viaggi all’estero e riflessioni sul Tecnopolo reggiano appena inaugurato, ecco il diario di un mese passato con Enrico Grassi.

MARTEDÌ 8 OTTOBRE, ORE 12
IL DRINKTEC DI MONACO DI BAVIERA SI È CONCLUSO DA POCHI GIORNI, IL TOUR MONDIALE DI IT’S TISSUE È APPENA INIZIATO: PER GRASSI GLI IMPEGNI NELLE FIERE DI SETTORE SONO LA QUOTIDIANITA’
«Se un’azienda che si occupa di logistica integrata non è presente alle fiere di settore, significa semplicemente che non è un produttore di livello»: così Enrico Grassi spiega i 120 voli presi ogni anno. «Si è appena concluso il Drinktec a Monaco di Baviera, la fiera più importante nel settore beverage – racconta – Abbiamo incontrato oltre 500 clienti da tutto il mondo, comprese multinazionali come CocaCola e Nestlè: ci siamo presentati con le nostre macchine, e perfino la tv tedesca ha parlato di noi». Ora c’è il tour mondiale di It’s Tissue, l’esperienza innnovativa che riunisce 12 aziende italiane del comparto tissue – carta igienica, fazzoletti di carta, rotoli indutriali, ecc. Spiega Grassi: «A fine giugno anche noi abbiamo partecipato al porte aperte diffuso durante il quale le aziende aderenti hanno accolto nei loro stabilimenti i clienti, per presentare impianti e soluzioni tecnologiche. Un evento unico nel suo genere che unisce gli affari a momenti conviviali». Occasioni come questa sono necessarie per un’azienda che lavora in tutto il mondo: «Sento il bisogno di parlare con i clienti, capire le esigenze che hanno – spiega – È importante soprattutto essere vicini ai compratori nuovi: vanno seguiti passo passo, fino a che non conoscono il prodotto e non sanno come sfruttarlo al meglio».

MERCOLEDÌ 16 OTTOBRE, ORE 11
LA SCORSA NOTTE IL CONSIGLIO DEI MINISTRI HA APPROVATO UNA LEGGE DI STABILITÀ CHE DOVREBBE “FAVORIRE LA CRESCITA E PROMUOVERE L’OCCUPAZIONE”. COSA NE PENSA GRASSI?
La Legge di Stabilità ha segnato una svolta nella programmazione economico-finanziaria degli ultimi anni, promettendo di “favorire la crescita e promuovere l’occupazione”. Intenzioni lodevoli, ma i provvedimenti paiono un po’ annacquati per risolvere la crisi in cui è sprofondata l’Italia: «Per giudicare i contenuti del provvedimento bisognerebbe essere del mestiere, e io non lo sono – premette Grassi – Va anche detto che è da vent’anni che si dicono le stesse cose per cercare di affrontare gli stessi problemi. Vanno bene le leggi per Buy Tramadol rifinanziare la Cassa integrazione o aiutare gli esodati, ma se si lavora sempre meno il tracollo sarà inevitabile: una persona non può lavorare per mantenerne altre cinque con le tasse. L’Italia produce troppo poco, e non ci si rende conto che le imprese sono al centro del Paese, e hanno bisogno di respirare».

LUNEDÌ 21 OTTOBRE, ORE 19
LA BARILLA HA INAUGURATO IL NUOVO MAGAZZINO AUTOMATIZZATO DI PEDRIGNANO, UNO STABILIMENTO RECORD DA 85MILA POSTI PALLET E 54 CARELLI LASER PER 120 CAMION AL GIORNO VERSO TUTTI GLI STATI EUROPEI. TUTTO MADE IN ELETTRIC80
C’era anche il ministro dell’Economia Flavio Zanonato all’inaugurazione del più grande magazzino automatizzato del mondo, voluto da Barilla con un investimento di 15 milioni di euro per una superficie di otto campi di calcio e una capacità di 80mila pallet. Qui, 120 camion partiranno ogni giorno verso destinazioni in tutta Europa, dopo essere stati preparati da 54 carrelli laser. E tutto questo porta il marchio della tecnologia di Elettric80, dei suoi carrelli che si muovono senza l’ausilio di fili o binari grazie a un software che identifica gli ordini, localizza in tempo reale la posizione dei pallet da prelevare e interagisce con i carrelli – in grado di auto-sostituirsi la batteria dopo averla ricaricata – attraverso una rete in radiofrequenza. «Guido Barilla ci ha voluto al suo fianco durante l’inaugurazione, ha esaltato il nostro lavoro – racconta Grassi al termine di una giornata trionfale – Abbiamo ottenuto grande visibilità grazie alla famiglia Barilla».

SABATO 26 OTTOBRE, ORE 10
VIANO, PAESE DELLA PROVINCIA DI REGGIO EMILIA DAL QUALE GRASSI HA CREATO IL SUO SUCCESSO, È STATO DICHIARATO CITTÀ DELLA MECCATRONICA. LOGICO CHE CI SIA UN CERTO INTERESSE NEI CONFRONTI DEL TECNOPOLO DI REGGIO EMILIA, INAUGURATO QUESTA MATTINA
Lo storico capannone 19 delle Officine Reggiane è stato restituito alla città: sarà sede del Tecnopolo, primo dei dieci centri nevralgici previsti in regione per la Rete Alta Tecnologia, dove verranno realizzate ricerche su costruzioni, agroalimentare, energia, ambiente e meccatronica. Un settore, quest’ultimo, nel quale la Elettric80 è una forza riconosciuta a livello mondiale. «Eppure, lo dico senza polemiche, non siamo stati coinvolti – afferma Enrico Grassi – È un peccato, perché avremmo potuto dare il nostro contributo: partecipiamo a progetti europei, facciamo il 95% del nostro fatturato all’estero, e la nostra partecipazione a questa realtà avrebbe garantito un buon ritorno di immagine anche in vista dell’Expo 2015». I giochi, però, non sono ancora conclusi: «L’iniziativa è bella, e noi speriamo di rientrare in partita – conclude – Ma sono gli organizzatori che devono coinvolgere le persone nei progetti, e non le aziende a chiedere di poter partecipare».

GIOVEDÌ 31 OTTOBRE, ORE 12
UFFICI E CAPANNONI DI ELETTRIC80 E DELLA GEMELLA BEMA ACCOLGONO CHIUNQUE SALGA DALLA VALLE VERSO IL PAESE: OLTRE 500 PERSONE LAVORANO IN QUELLE CHE SONO LE PIÙ GRANDI REALTÀ INDUSTRIALI DELL’AREA
«Quando abbiamo iniziato, trent’anni fa, eravamo solo in cinque», ricorda Grassi, ma ora la realtà è cambiata: cinquecento persone lavorano tra Elettric80 e Bema, l’azienda che si occupa di fasciatori e macchinari per il posizionamento su pallet. «Sono numeri che rappresentano un valore per l’economia dell’intera zona: con così tante persone che lavorano per noi, sentiamo anche la responsabilità per la tenuta del tessuto sociale. Abbiamo fatto tanto per il paese, e dalla comunità riceviamo diversi riscontri: tutti ci danno una mano per accogliere i molti visitatori che arrivano dall’estero». È anche per il legame col territorio che Elettric80 non ha mai delocalizzato la propria attività produttiva: «Abbiamo diverse filiali di servizio in tutto il mondo – afferma Grassi – ma non ho mai pensato di andarmene da qui».

E DOMANI?
La crisi ha colpito duro anche qui, ma gli investimenti non si sono mai fermati: «Noi dobbiamo continuare a formare personale per poter innovare: oltre 250 persone lavorano tra programmazione, business analysis e uffici tecnici – spiega Grassi – È dura confrontarsi con altri Paesi dove imprese come la nostra hanno più agevolazioni, ma è dall’estero che arriva gran parte del nostro fatturato, ed è lì che puntiamo: stiamo lavorando soprattutto su Russia e Sudamerica, c’è in ballo un progetto importante con CocaCola in Brasile. Abbiamo persone sparse in tutto il mondo, dobbiamo garantire costantemente il nostro supporto alle aziende con cui lavoriamo: noi siamo i direttori d’orchestra che mettono a punto il suono della fabbrica». E non c’è maestro che, dal podio, si fermi prima di aver aiutato ogni orchestra a trovare l’armonia perfetta.

 

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