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La collezionista ortodossa

di Ciemme Con l’età la collezione di assorbenti nell’armadietto del bagno dovrebbe diminuire. Parrebbe logico… E invece aumenta. Ci sono assorbenti profumati all’oceano e al bosco, come se la Iolanda fosse un pavimento che una si mette lì, si “sgura”, poi sbuca quel macho di Mastro Lindo che ti fa l’occhiolino. Noi li si colleziona...

Prendersi cura del consumatore

di Federica Imbrogli (Kaiti expansion) Si chiama “personalizzazione” l’opportunità da cogliere sui consumi nel prossimo futuro. A dircelo, la ricerca Future Consumer condotta da Capgemini Consulting, che interpellando più di 2.000 consumatori in 4 Paesi, ha cercato di individuare quali fattori, e secondo quali logiche, cambieranno in futuro le modalità di acquisto, l’utilizzo di prodotti...

Non è un gioco da ragazzi

di Federica Imbrogli (Kaiti expansion) Comunicare. Cosa ci vuole? È un po’ come scrivere o andare in bicicletta. Chi non ne è capace! Questo purtroppo è il luogo comune o meglio il pregiudizio, che ancora oggi si percepisce quando si parla di comunicazione con la pretesa di riferirsi a delle professionalità. Una “malattia” che non...

Questione di naso

di Federica Imbrogli (Kaiti expansion) Stando alla ricerca, oggi sappiamo che l’olfatto ha superato l’udito nella scala d’importanza dei 5 sensi. Gli odori, o meglio, i profumi arrivano direttamente al cervello senza intermediari e con l’irruenza di una scarica elettrica. Proprio per questa sua caratteristica l’olfatto si distingue dagli altri sensi assumendo un’importanza ancora maggiore,...

12 medaglie, posson bastare?

di Luca Maramotti C’è un liquido che scorre nelle vene della nostra Penisola, un sangue profumato e prezioso che dal tempo dell’antica Roma viene generato sulle colline, sulle coste e nelle campagne d’Italia. Che sia rosso rubino o giallo paglierino, carico di profumi di bosco o leggermente fruttato, il vino ha da sempre accompagnato la...

Quando il marketing si innamora del target

di Federica Imbrogli Modena. Festival della Filosofia. Un gruppo di ragazzi in camice bianco fermano i passanti in via Caterina (me compresa) invitandoli a giocare alle “contaminazioni”. “Ciao! Posso attaccarti un virus?” Il cervello, muto, balbetta: “anche no!” Ma vedo che il ragazzo in questione ha in mano un blister con degli ammiccanti virus adesivi....