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	<title>Imprenditoriconsulenza | Imprenditori</title>
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	<description>uno sguardo ostinato e lucido sul mondo</description>
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		<title>Spazi creativi</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 16:20:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Patrizia Spaggiari Noi uomini, in quanto esseri umani, siamo straordinariamente creativi e adattabili, però, nella maggior parte dei casi ci troviamo a lavorare in aziende che non lo sono per nulla, il che è un paradosso visto che le aziende sono formate da persone. La disciplina, l’ordine, la puntualità ecc. sono principi che, se portati all’eccesso, soffocano tutto ciò che è flessibile e creativo. Eppure ci sono aziende che hanno saputo trovare un equilibrio fra queste due forze contrastanti e hanno creato degli “spazi” creativi nel senso ambivalente del termine: spazi come “ambienti” e spazi come “momenti”. Queste aziende sono quelle che vedono nei propri dipendenti dei collaboratori vivaci, creativi e pieni di iniziativa, qualità che generano a cascata motivazione e valore. A scanso di equivoci essere creativi in azienda significa saper amalgamare una vocazione pragmatica con capacità progettuali, facendo buon uso dell&#8217;immaginazione, non è sognare ad occhi aperti o buttarsi in fantasie e fantasticherie. Il manager che vuole sviluppare creatività e trarne beneficio nel suo ambiente di lavoro deve avere un atteggiamento di accettazione nei confronti delle nuove idee, provenienti da tutti i dipendenti a qualsiasi livello, anche da chi normalmente non viene coinvolto in riunioni decisionali o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-2916" title="creativitawebdesign" src="http://imprenditori.it/files/2010/11/creativitawebdesign-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />di <a href="mailto:patrizia.spaggiari@libero.it" target="_self">Patrizia Spaggiari</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Noi uomini, in quanto esseri umani, siamo  straordinariamente creativi e adattabili, però, nella maggior parte dei  casi ci troviamo a lavorare in aziende che non lo sono per nulla, il che  è un paradosso visto che le aziende sono formate da persone. La disciplina, l’ordine, la puntualità ecc. sono principi che, se portati all’eccesso, soffocano tutto ciò che è flessibile e creativo. Eppure ci sono aziende che hanno saputo trovare un equilibrio fra queste due forze contrastanti e hanno creato degli “spazi” creativi nel senso ambivalente del termine: spazi come “ambienti” e spazi come “momenti”. Queste aziende sono quelle che vedono nei propri dipendenti dei collaboratori vivaci, creativi e pieni di iniziativa, qualità che generano a cascata motivazione e valore.</p>
<p style="text-align: justify;">A scanso di equivoci essere creativi in azienda significa saper amalgamare una vocazione pragmatica con capacità progettuali, facendo buon uso dell&#8217;immaginazione, non è sognare ad occhi aperti o buttarsi in fantasie e fantasticherie. Il manager che vuole sviluppare creatività e trarne beneficio nel suo ambiente di lavoro deve avere un atteggiamento di accettazione nei confronti delle nuove idee, provenienti da tutti i dipendenti a qualsiasi livello, anche da chi normalmente non viene coinvolto in riunioni decisionali o svolge mansioni esecutive.</p>
<p style="text-align: justify;">Per sviluppare la creatività in azienda, occorre anche che il contesto organizzativo, l&#8217;aria che si respira, la cultura stessa dell&#8217;azienda sia improntata alla creatività. Molto dipende dalla possibilità che ci concediamo (o che ci concedono) di creare e inventare. La creatività, infatti, si alimenta e prolifica in ambienti dove esistono momenti e luoghi deputati, gli “spazi creativi” appunto. Il caso Google insegna, ma non solo. Ci sono anche altri casi eccellenti. Già Adriano Olivetti più di 50 anni fa diede ai propri dipendenti la possibilità di accedere alla biblioteca aziendale e ciò contribuì ad incrementare la produttività di quasi il 15%. L’Atlassian, una società australiana di software, ha chiesto agli ingegneri che lavorano lì di lavorare una giornata ogni tanto a ciò che gli pare, purché non faccia parte del loro normale lavoro e da queste giornate di intensa autonomia sono nati alcune soluzioni software che diversamente non sarebbero mai esistite. STMicroelectronics, azienda italo–francese che produce componenti elettronici in diversi settori, è una delle aziende più innovative del settore e possiede circa 19.000 tra brevetti e domande di brevetto (ha presentato oltre 700 nuove domande di brevetto solo nel 2009). I suoi dipendenti presentano (individualmente o in piccoli gruppi) una media di oltre 20 idee all’anno con un tasso di partecipazione di circa il 90% del personale. Oltre il 45% delle idee proposte viene realizzato e dà vita a prodotti innovativi.</p>
<p style="text-align: justify;">Toyota Motor, la nota multinazionale giapponese leader nella produzione di auto (nel 2008 ha superato la General Motors diventando la prima azienda automobilistica al mondo per numero di veicoli prodotti e per fatturato), detiene il 76% dei brevetti per i veicoli a propulsione elettrica (veicoli elettrici ‘puri’, ibridi e a fuel cell). I dipendenti della Toyota Motor Manufactoring Kentucky presentano una media di 22 idee a testa all’anno, con un tasso di partecipazione del 70% e un tasso di realizzazione del 99%. Milliken &amp; Company, multinazionale statunitense, è leader internazionale nel settore tessile industriale, detiene oltre 2.000 brevetti e i dipendenti dello stabilimento europeo, (Milliken Europe) presentano circa 55 idee a testa all’anno, con un tasso di partecipazione di oltre l’85% del personale.</p>
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		<title>Investire in diamanti</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 06:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di dott.Guido Rovatti* Perchè investire in diamanti? Solo un diamante acquistato come prodotto finanziario e certificato come tale offre all’investitore la certezza di entrare attivamente in un vero e proprio mercato, estremamente stabile, che fa del diamante il bene rifugio per eccellenza. Investire in diamanti è consigliato a investitori e risparmiatori che desiderano un bene considerato al di sopra di ogni crisi economica, la cui rivalutazione annua supera spesso l’andamento dell’inflazione e persino quella dell’Oro. L’investimento in Diamanti non è di tipo speculativo, è di sicuro più conveniente considerarlo a medio lungo periodo (minimo 5 anni), per coprire le spese di acquisto e di reimmissione sul mercato (rivendita). Il mercato dei diamanti è un mercato estremamente stabile, che fa del diamante il bene rifugio per eccellenza e che ha permesso alle quotazioni di crescere a un ritmo costantemente superiore ai tassi di inflazione dal 1934, anno della fondazione di De Beers Consolidated Mines, a oggi. De Beers controlla attualmente circa il 70% della produzione mondiale di diamanti e ne sostiene i prezzi, immettendo sul mercato solo la quantità che questo è in grado di assorbire. La quotazione dei diamanti, inoltre, è destinata ad aumentare naturalmente a causa del progressivo calo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2923" title="diamante-blister_opt" src="http://imprenditori.it/files/2010/11/diamante-blister_opt-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /><strong>di dott.Guido Rovatti*</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Perchè investire in diamanti? Solo un diamante acquistato come prodotto finanziario e certificato come tale offre all’investitore la certezza di entrare attivamente in un vero e proprio mercato, estremamente stabile, che fa del diamante il bene rifugio per eccellenza. Investire in diamanti è consigliato a investitori e risparmiatori che desiderano un bene considerato al di sopra di ogni crisi economica, la cui rivalutazione annua supera spesso l’andamento dell’inflazione e persino quella dell’Oro. L’investimento in Diamanti non è di tipo speculativo, è di sicuro più conveniente considerarlo a medio lungo periodo (minimo 5 anni), per coprire le spese di acquisto e di reimmissione sul mercato (rivendita).</p>
<p style="text-align: justify;">Il mercato dei diamanti è un mercato estremamente stabile, che fa del diamante il bene rifugio per eccellenza e che ha permesso alle quotazioni di crescere a un ritmo costantemente superiore ai tassi di inflazione dal 1934, anno della fondazione di De Beers Consolidated Mines, a oggi. De Beers controlla attualmente circa il 70% della produzione mondiale di diamanti e ne sostiene i prezzi, immettendo sul mercato solo la quantità che questo è in grado di assorbire. La quotazione dei diamanti, inoltre, è destinata ad aumentare naturalmente a causa del progressivo calo della produzione. Investire in diamanti dà peraltro diverse sicurezze: i diamanti rappresentano un bene al portatore, non sono soggetti a nessuna tassa, non hanno costi di mantenimento e assicurano una media annua superiore all’8%. I prodotti comunemente offerti dalle banche (obbligazioni bancarie, titoli di stato, ecc..) hanno performance molto più basse, l’investitore lungimirante ricerca altre soluzioni mentre investire in immobili ha un costo molto elevato, sia come investimento vero e proprio che di mantenimento. In Italia poi l’investimento in immobili è particolarmente oneroso poiché lo Stato non tutela il proprietario che in caso di inquilino moroso perde la rendita per statisticamente mai meno di 2 anni. Investire in commodities sembra essere una buona idea.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche per questo il mercato dell’oro sta conoscendo un periodo molto favorevole. Periodo comunque destinato a finire con conseguenze nefaste per l’investitore che sperava di aver messo al riparo il suo capitale. L’oro è adatto per speculazioni di breve e brevissimo periodo poichè, da quando sono stati emessi prodotti virtuali in grado di replicarne il valore, ha perso la sua caratteristica di bene rifugio. I diamanti, infatti, sono invece la sintesi perfetta tra investimento mobiliare e investimento immobiliare. Questo significa tutta la sicurezza e la tangibilità di un “bene rifugio” con i vantaggi di un mercato e di una quotazione reale e costante. Una quotazione che si può facilmente tenere sotto controllo. I quotidiani Il Sole 24 ore e Milano Finanza dedicano infatti ampio spazio al mercato dei diamanti, riportandone le quotazioni. Investire in diamanti è un’ottima opportunità per chi vuole diversificare il proprio portafoglio senza correre rischi, scegliendo un bene che, storicamente, si è sempre rivalutato coprendo inflazione e svalutazione e andando così a sostituire l’oro come &#8220;bene rifugio&#8221; per eccellenza.</p>
<p style="text-align: right;"><img class="size-thumbnail wp-image-2924 alignright" title="guido diamante2" src="http://imprenditori.it/files/2010/11/guido-diamante2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />*Guido Rovatti &amp; associati<br />
<a href="http://www.diamantifinanza.it" target="_blank">www.diamantifinanza.it</a></p>
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		<title>Consulenza custom made? Sì, grazie</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 11:03:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Stefano Martalò (Centro Servizi P.M.I.) La proposta di consulenza aziendale “firmata” Centro Servizi P.M.I. risponde a un bando regionale nell’ambito di un piano di politiche attive da realizzare con il contributo del Fondo Sociale Europeo per supportare le strategie di sviluppo delle imprese che, nonostante siano riuscite, con impegno e fatica, a mantenersi competitive in questa fase di crisi economica, hanno fatto anche lo sforzo di continuare ad investire in innovazione al fine di acquisire un posizionamento sostenibile sul mercato di domani. Il domani in ripresa, fuori dalla crisi. L’iniziativa si colloca quindi in risposta a una necessità di riorganizzazione e innovazione in un’ottica non solo di superamento della crisi, ma anche di riposizionamento per essere adeguatamente attrezzate ad affrontare la ripresa. In particolare il progetto si rivolge a 25 imprese dell’Emilia Romagna, di dimensione piccola o media, con diversa specializzazione produttiva. L’operazione consiste in un servizio qualificato di analisi e consulenza orientato a sviluppare verso l’eccellenza i processi di creazione del valore realizzati all’interno del campo d’azione aziendale. Il progetto si divide in due fasi distinte: analisi e consulenza. L’analisi mira alla ricostruzione dei fattori chiave di competitività dell’azienda. Quattro giornate di 8 ore in cui, insieme ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>di Stefano Martalò </strong>(<a href="http://www.cspmi.it/" target="_blank">Centro Servizi P.M.I.</a>)</div>
<div>
<p style="text-align: justify;"><span>L</span><span>a proposta di consulenza aziendale “firmata” Centro Servizi P.M.I. risponde a un bando regionale nell’ambito di un piano di politiche attive da realizzare con il contributo del Fondo Sociale Europeo per supportare le strategie di sviluppo delle imprese che, nonostante siano riuscite, con impegno e fatica, a mantenersi competitive in questa fase di crisi economica, hanno fatto anche lo sforzo di continuare ad investire in innovazione al fine di acquisire un posizionamento sostenibile sul mercato di domani. Il domani in ripresa, fuori dalla crisi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>L’iniziativa si colloca quindi in risposta a una necessità di riorganizzazione e innovazione in un’ottica non solo di superamento della crisi, ma anche di riposizionamento per essere adeguatamente attrezzate ad affrontare la ripresa. In particolare il progetto si rivolge a 25 imprese dell’Emilia Romagna, di dimensione piccola o media, con diversa specializzazione produttiva. L’operazione consiste in un servizio qualificato di analisi e consulenza orientato a sviluppare verso l’eccellenza i processi di creazione del valore realizzati all’interno del campo d’azione aziendale. Il progetto si divide in due fasi distinte: analisi e consulenza. L’analisi mira alla ricostruzione dei fattori chiave di competitività dell’azienda. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Quattro giornate di 8 ore in cui, insieme ai decisori aziendali, vengono indagati il sistema competitivo (inteso come porzione di ambiente esterno con cui l’impresa interagisce significativamente), il posizionamento dell’impresa (intesa come quota di valore intercettato, in funzione dei punti di forza della struttura e in relazione alle opportunità/minacce presenti nel sistema competitivo), i fattori chiave di competitività (intesi come i livelli di performance necessari per mantenere e sviluppare la capacità di azione), la strategia (ovvero le scelte di comportamento messe in campo per rispondere alla pressione competitiva) e la struttura (intesa come insieme delle risorse e dei processi di attuazione della strategia). Alla luce degli esiti di questa analisi, viene pianificata la successiva azione di consulenza, un affiancamento operativo ai decisori aziendali per individuare il settaggio ottimale nelle diverse aree di competenza. Anche per questa fase di consulenza sono previste quattro giornate da 8 ore, in cui vengono indagati i processi reali (ovvero i comportamenti effettivi degli attori rispetto al modello organizzativo adottato) e sviluppate ipotesi di miglioramento del settaggio e della combinazione fra risorse dedicate (espresse dai capitali di sapere, relazionale e sociale) e modelli organizzativi, cioè i metodi individuati per la gestione delle risorse funzionalmente alla produzione del valore. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>I consulenti sono identificati tra professionisti senior che da anni collaborano con Centro Servizi P.M.I. in diversi ambiti aziendali: dal controllo di gestione alla logistica, dalla produzione alla ricerca applicata, dal marketing alla gestione delle risorse umane. A seconda delle necessità aziendali, in ogni azienda sarà attivato un diverso team di consulenti. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Tutto completamente gratuito.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Per informazioni: Centro Servizi P.M.I., Claudio Biasetti<br />
Tel.: 0522 267711 &#8211; E-mail: claudiobiasetti@cspmi.it</span></p>
</div>
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		<title>Progetto Delphi: logistica web interattiva</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 09:46:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Elisa Ferretti (Centro Servizi P.M.I.) A novembre muoverà i primi passi nel mondo del networking interattivo DELPHI, un progetto cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito dell’asse Development of Innovation del Lifelong Learning Programme (sottoprogramma Leonardo da Vinci). Capofila e promotore dell’iniziativa è Centro Servizi P.M.I., società di formazione e consulenza delle API dell’Emilia Romagna, espressione del sistema Confapi. I vantaggi che il progetto DELPHI porterà alle imprese sono già evidenti, ma aumenteranno nel tempo, mano a mano che la piattaforma si arricchirà dei contributi di un numero sempre maggiore di utilizzatori sparsi in tutto il mondo. Ma andiamo per gradi. Il progetto DELPHI nasce con l’obiettivo di fornire a professionisti ed esperti di logistica nonché alle imprese che con la logistica hanno internamente o esternamente a che fare uno strumento innovativo per condividere informazioni, dati, soluzioni, idee… e chi più ne ha più ne metta. DELPHI si basa su una piattaforma web interattiva (Logistics Tube) in cui condividere contenuti e know how relativi alla logistica. Per mezzo di questa piattaforma sarà possibile trovare, scaricare, inserire e scambiare in tempo reale informazioni, strategie operative, notizie tecniche e risorse formative in ambito logistico, ma anche disporre di strumenti di analisi per implementare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://imprenditori.it/files/2009/11/logistica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1014" title="logistica" src="http://imprenditori.it/files/2009/11/logistica-300x237.jpg" alt="logistica" width="300" height="237" /></a><strong>di Elisa Ferretti </strong>(<a href="http://www.cspmi.it/" target="_blank">Centro Servizi P.M.I.</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">A  novembre muoverà i primi passi nel mondo del networking interattivo DELPHI, un progetto cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito dell’asse Development of Innovation del Lifelong Learning Programme (sottoprogramma Leonardo da Vinci). Capofila e promotore dell’iniziativa è Centro Servizi P.M.I., società di formazione e consulenza delle API dell’Emilia Romagna, espressione del sistema Confapi. I vantaggi che il progetto DELPHI porterà alle imprese sono già evidenti, ma aumenteranno nel tempo, mano a mano che la piattaforma si arricchirà dei contributi di un numero sempre maggiore di utilizzatori sparsi in tutto il mondo. Ma andiamo per gradi. Il progetto DELPHI nasce con l’obiettivo di fornire a professionisti ed esperti di logistica nonché alle imprese che con la logistica hanno internamente o esternamente a che fare uno strumento innovativo per condividere informazioni, dati, soluzioni, idee… e chi più ne ha più ne metta.</p>
<p style="text-align: justify;">DELPHI si basa su una piattaforma web interattiva (<a href="http://www.logisticstube.eu/" target="_blank">Logistics Tube</a>) in cui condividere contenuti e know how relativi alla logistica. Per mezzo di questa piattaforma sarà possibile trovare, scaricare, inserire e scambiare in tempo reale informazioni, strategie operative, notizie tecniche e risorse formative in ambito logistico, ma anche disporre di strumenti di analisi per implementare l’efficienza logistica della propria azienda e abbattere i costi. Tra gli strumenti già a disposizione delle aziende sulla piattaforma Logistics Tube: un simulatore per l’ottimizzazione dei piani di carico e dei tragitti delle merci e un sistema di attività di brokeraggio per ottimizzare i tragitti delle merci. A costo zero.</p>
<p style="text-align: justify;">La piattaforma si basa sulla filosofia del Web 2.0 e in particolare adotta e sviluppa la tecnologia non-tradizionale del video e la logica del collaborative learning. I video hanno il vantaggio di essere immediati e integrabili nativamente con altri supporti, come ppt, pdf, xls ecc. Il collaborative learning è la naturale evoluzione del social networking: prende da quest’ultimo il principio di socializzazione e l’abbattimento delle distanze, introduce la finalità dell’apprendimento e valorizza la collaborazione tra i membri del network come modalità per la realizzazione di un obiettivo, che può essere formativo, informativo, innovativo e così via.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso di Logistics Tube, gli utenti della piattaforma sono chiamati a collaborare nell’ambito della logistica, per innovare, per trovare soluzioni ai propri problemi o a problemi di altri, per cercare informazioni, per creare sinergie, per trovare nuovi partner, per fare formazione e così via. La piattaforma è destinata a rappresentare nell’immediato futuro un’autentica novità nel campo della formazione e della logistica in generale, sia per le applicazioni tecniche che introduce, sia per la mentalità innovativa che intende contribuire a diffondere, in linea con il dinamismo del mercato e l’evoluzione continua nel campo della comunicazione e della formazione.</p>
<p style="text-align: justify;">E come si dice, se il buon giorno si vede dal mattino…</p>
<p style="text-align: justify;">(Per informazioni: Marco Notari &#8211; Tel. 0522 267711; marconotari@cspmi.it)</p>
]]></content:encoded>
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