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	<title>ImprenditoriFormazione | Imprenditori</title>
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	<description>uno sguardo ostinato e lucido sul mondo</description>
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		<title>Formazione tecnica: le opportunità offerte da Cis e Centro Servizi PMI</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 11:40:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agnese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Mauro Pifferi (OMP) In un mondo in cui l’apertura dei nuovi mercati crea opportunità e rischi e in un momento storico di grande instabilità socio-economica come quello attuale, è importante, per le aziende, imparare a valorizzare e utilizzare gli elementi di cambiamento. Da sempre la formazione è una leva fondamentale del cambiamento e importante elemento di sollecitazione dell’innovazione così come risultano sempre più strategiche le collaborazioni fra mondo della formazione, dell’istruzione e del lavoro per lo sviluppo di figure professionali preparate, allineate alle esigenze dei distretti industriali, flessibili e in grado di reggere alla velocità di reazione di una realtà economica globalizzata. Il “Tecnico superiore di industrializzazione del processo e del prodotto” realizzato da Centro Servizi PMI (società di formazione del sistema Confapi in Emilia Romagna) e il “Tecnico superiore di disegno meccanico e meccatronica” realizzato dal Cis Scuola Gestione d’Impresa (società di formazione dell’Associazione Industriali di Reggio Emilia) sono esempi importanti di percorsi nati dalla sinergia tra formazione professionale e aziende. Percorsi simili realizzati nel 2010, da Centro Servizi PMI e da CIS hanno registrato una percentuale del 70% di ingressi nel mondo del lavoro e di avanzamenti di carriera, a livello sia contrattuale che di ruolo e [...]]]></description>
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<p><a rel="attachment wp-att-3255" href="http://imprenditori.it/2011/01/04/formazione-tecnica-le-opportunita-offerte-da-cis-e-centro-servizi-pmi/ifts-003_opt/"><img class="alignleft size-medium wp-image-3255" title="IFTS 003_opt" src="http://imprenditori.it/files/2011/01/IFTS-003_opt-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a><strong>di <a href="http://www.omp-italy.com">Mauro Pifferi (OMP)</a></strong></p>
<p>In un mondo in cui l’apertura dei nuovi mercati crea opportunità e rischi e in un momento storico di grande instabilità socio-economica come quello attuale, è importante, per le aziende, imparare a valorizzare e utilizzare gli elementi di cambiamento. Da sempre la formazione è una leva fondamentale del cambiamento e importante elemento di sollecitazione dell’innovazione così come risultano sempre più strategiche le collaborazioni fra mondo della formazione, dell’istruzione e del lavoro per lo sviluppo di figure professionali preparate, allineate alle esigenze dei distretti industriali, flessibili e in grado di reggere alla velocità di reazione di una realtà economica globalizzata. Il “Tecnico superiore di industrializzazione del processo e del prodotto” realizzato da Centro Servizi PMI (società di formazione del sistema Confapi in Emilia Romagna) e il “Tecnico superiore di disegno meccanico e meccatronica” realizzato dal Cis Scuola Gestione d’Impresa (società di formazione dell’Associazione Industriali di Reggio Emilia) sono esempi importanti di percorsi nati dalla sinergia tra formazione professionale e aziende. Percorsi simili realizzati nel 2010, da Centro Servizi PMI e da CIS hanno registrato una percentuale del 70% di ingressi nel mondo del lavoro e di avanzamenti di carriera, a livello sia contrattuale che di ruolo e responsabilità. Si tratta di corsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS) finanziati dalla Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dell’asse “Capitale umano”. “Capitale umano” perché l’investimento è sulle competenze della persona attraverso la partecipazione a percorsi formativi diretti all’aggiornamento di saperi tecnico-specialistiche e delle sulle soft skill d’impresa. Ciò che è accaduto in questi percorsi è che l’impresa, e soprattutto la piccola e media impresa, è diventata un supporto fondamentale per l’apprendimento, la collocazione delle competenze in situazione e ha contribuito in modo diretto e fattivo alla costruzione di questa formazione mirata e legata a doppio mandato al mondo economico, produttivo e lavorativo. La creazione di relazioni veramente forti e non più solo formali, è uno degli obiettivi della costruzione dei Poli Tecnici, ossia reti di soggetti (università, istituti scolastici, enti di formazione professionale accreditati, imprese grandi e imprese medio piccole, associazioni d’impresa ed enti pubblici) individuati dalla Regione per trovare risposte concrete e adeguate alle vocazioni territoriali e allo stesso tempo strategiche per la crescita dell’intero sistema economico &#8211; produttivo regionale. I Poli Tecnici riuniscono le competenze di soggetti con background diversi e le indirizzano all’unisono verso la vocazione produttiva del territorio. In particolare Reggio Emilia ospita il Polo Tecnico della meccatronica e come tale fungerà da punto di riferimento per tutta la regione su questa tematica e sui percorsi formativi che intorno ad essa ruoteranno. Solo una reale sinergia tra sistema educativo, formativo, economico e produttivo può portare alla realizzazione di percorsi di qualità, che da un lato qualifichino concretamente le persone e permettano alle imprese di inserire personale qualificato e pronto a sostenerne la crescita. L’auspicio è quindi che i Poli Tecnici continuino a percorrere, se possibile con ancora maggiore vigore, la strada della creazione di un sistema aperto ad accogliere tutti i soggetti che sono pronti al confronto anche nel rispetto della diversità e della rappresentatività.</p>
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<p><a href="http://www.cspmi.i" target="_blank">www.cspmi.i</a>t &#8211; <a href="http://www.cis-formazione.it">www.cis-formazione.it</a></p>
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		<title>Il capitale umano della regione sbarca a Parma</title>
		<link>http://www.imprenditori.it/2010/11/26/il-capitale-umano-della-regione-sbarca-a-parma/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 16:43:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa significa “Capitale Umano”? E’ un termine tecnico, legato al mondo della formazione professionale. Concretamente significa 9 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo che la Regione Emilia Romagna ha deciso di stanziare per realizzare 122 percorsi di formazione, con l’obiettivo di rafforzare e qualificare le competenze tecnico-scientifiche di occupati, inoccupati e disoccupati, sostenendo così la crescita del sistema regionale e giocando un ruolo importante nella ripresa economica. Il sistema ha bisogno di innovazione e l’innovazione passa dalla conoscenza e dalle competenze tecniche: sono le imprese, in particolare le piccole e medie imprese e i settori interessati da innovazione tecnologica e internazionalizzazione dei mercati, a chiedere di essere supportate nell’individuazione delle competenze alte e specialistiche, strategiche per la crescita. Per questo la Regione investe pesantemente in formazione alta e superiore e lo fa partendo dalle peculiarità dei territori. I cosiddetti Poli Tecnici sono reti di soggetti (istituti scolastici, enti di formazione professionale accreditati, imprese e università) individuati dalla Regione e dalle Province per trovare risposte concrete e adeguate alle vocazioni territoriali, strategiche per la crescita dell’intero sistema economico regionale. Centro Servizi P.M.I., accreditato da oltre 15 anni dalla Regione come promotore e attuatore di politiche attive del lavoro e forte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2928" title="407156834_foc_21_forma_opt" src="http://imprenditori.it/files/2010/11/407156834_foc_21_forma_opt-300x296.jpg" alt="" width="300" height="296" />Cosa significa “Capitale Umano”? E’ un termine tecnico, legato al mondo della formazione professionale. Concretamente significa 9 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo che la Regione Emilia Romagna ha deciso di stanziare per realizzare 122 percorsi di formazione, con l’obiettivo di rafforzare e qualificare le competenze tecnico-scientifiche di occupati, inoccupati e disoccupati, sostenendo così la crescita del sistema regionale e giocando un ruolo importante nella ripresa economica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema ha bisogno di innovazione e l’innovazione passa dalla conoscenza e dalle competenze tecniche: sono le imprese, in particolare le piccole e medie imprese e i settori interessati da innovazione tecnologica e internazionalizzazione dei mercati, a chiedere di essere supportate nell’individuazione delle competenze alte e specialistiche, strategiche per la crescita.<br />
Per questo la Regione investe pesantemente in formazione alta e superiore e lo fa partendo dalle peculiarità dei territori. I cosiddetti Poli Tecnici sono reti di soggetti (istituti scolastici, enti di formazione professionale accreditati, imprese e università) individuati dalla Regione e dalle Province per trovare risposte concrete e adeguate alle vocazioni territoriali, strategiche per la crescita dell’intero sistema economico regionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Centro Servizi P.M.I., accreditato da oltre 15 anni dalla Regione come promotore e attuatore di politiche attive del lavoro e forte della presenza su tutto il territorio emiliano romagnolo, avvalorata anche dal sostegno delle Confapi territoriali (Associazioni Piccole e Medie Industrie), contribuisce alla realizzazione di questo importante piano di sviluppo regionale.<br />
A partire da fine novembre, Centro Servizi P.M.I. realizzerà in Emilia Romagna sette dei percorsi di formazione alta e superiore approvati dalla Regione, per formare altrettante figure professionali specializzate negli ambiti della produzione industriale, della green economy, del project management, della gestione delle risorse umane. I percorsi sono gratuiti, in quanto finanziati dal Fondo Sociale Europeo, dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e dalla Regione Emilia Romagna.</p>
<p style="text-align: justify;">“Sono particolarmente soddisfatta &#8211; afferma Cinzia Rubertelli, Presidente di Centro Servizi P.M.I. &#8211; del valore che è stato ufficialmente riconosciuto dalla Regione Emilia Romagna alle nostre proposte formative. Il nostro intento &#8211; continua la Rubertelli &#8211; è quello di garantire, in ciascuna delle province in cui siamo presenti, la massima attenzione alle peculiarità e alle esigenze specifiche del territorio, per puntare, da un lato, al miglioramento continuo del sistema economico locale, provinciale e regionale, e dall’altro lato favorire l’occupazione. Miglioramento continuo significa anche seguire le esigenze del mercato e ideare percorsi formativi per ruoli nuovi, per professioni non ancora formalizzate o istituzionalizzate. E’ il caso, ad esempio, del percorso che realizzeremo a Parma, unico nel suo genere”.<br />
Nella sua sede di Parma, Centro Servizi P.M.I. realizzerà il corso di 500 ore per “Tecnico nella pianificazione del ciclo integrato dei rifiuti urbani”, unico percorso di questo tipo in tutta l’Emilia Romagna.</p>
<p style="text-align: justify;">“Qui a Parma – dichiara Elisa Oppici, Responsabile della sede di Parma di Centro Servizi P.M.I. – non potevamo ignorare l’accordo sul Piano d’azione ambientale siglato a fine 2009 tra Regione e Provincia, che prevede la realizzazione, entro un anno dalla firma, di interventi per più di 6 milioni di euro. Si tratta di interventi che hanno l’obiettivo di fare della provincia di Parma un territorio all’avanguardia in tema di sostenibilità ambientale: azioni volte ad aumentare la raccolta differenziata, potenziamento dell’automazione delle stazioni ecologiche, dotazione di mezzi adeguati per la raccolta dei rifiuti abbandonati, recupero e riutilizzazione dei residui delle attività di demolizione. Dall’analisi di questa politica volta ad interventi nell’ambito della riduzione dei rifiuti e dell’ottimizzazione della loro gestione – conclude Elisa Oppici – abbiamo desunto la necessità di creare figure che possano sviluppare operazioni di pianificazione integrata, gestione e coordinamento del ciclo dei rifiuti urbani, nonché la diffusione di una responsabilità ambientale condivisa e operazioni di sostenibilità ambientale”. Il corso, unico in tutta la regione Emilia Romagna, mira quindi a formare figure professionali altamente specializzate, attualmente inesistenti come ruolo formalizzato, ed è prioritariamente indirizzato a persone in cerca di prima occupazione, proprio per dotarle di competenze specialistiche che possano garantire uno sbocco occupazionale e un importante piano di sviluppo professionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito di Centro Servizi P.M.I. www.cspmi.it oppure contattare direttamente Centro Servizi P.M.I. al numero di telefono 0521 980914 o scrivendo all’indirizzo e-mail info-pr@cspmi.it.</p>
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		<title>LA PERSONA AL CENTRO DEL FARE IMPRESA</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 09:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agnese</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo una breve pausa coincidente col periodo estivo, riprendono presso la sede della CNA provinciale, in Via Maiella 4, con la collaborazione del Banco San Geminiano e San Prospero – Gruppo Banco Popolare, i seminari di CNA Industria che tanto interesse hanno suscitato nelle precedenti edizioni. Il nuovo ciclo che si apre Martedì 21 settembre dalle ore 18,00 alle ore 20,00 con un primo incontro “Self Empowerment – potenziare la motivazione ed il senso di protagonismo personale e professionale ” è orientato ad analizzare ed approfondire nuove aree tematiche quali quelle inerenti la sfera della persona e quelle che toccano le nuove strategie aziendali. Gli incontri proseguiranno, con gli stessi orari e sempre presso la sede provinciale della CNA affrontando ogni martedì argomenti di particolare interesse ad iniziare dal prossimo 28 settembre con uno sguardo al processo della delega in azienda attraverso “ Delegare – Un percorso da costruire tra imprenditore e collaboratore” per proseguire il martedì successivo, 5 ottobre con le delicate implicazioni che caratterizzano le fasi del passaggio generazionale con il seminario “ Il passaggio generazionale – Accompagnarlo e realizzarlo in modo efficace e senza contraccolpi negativi sull’azienda”. Il 12 ottobre verrà affrontato il rapporto costi- efficienza nell’organizzazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2621" href="http://imprenditori.it/2010/09/20/la-persona-al-centro-del-fare-impresa/interesting-discussion/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2621" title="Interesting discussion" src="http://imprenditori.it/files/2010/09/focus_foc_28_formazione-a-catalogo-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Dopo una breve pausa coincidente col periodo estivo, riprendono presso la sede della CNA provinciale, in Via Maiella 4, con la collaborazione del Banco San Geminiano e San Prospero – Gruppo Banco Popolare, i seminari di CNA Industria che tanto interesse hanno suscitato nelle precedenti edizioni.</p>
<p>Il nuovo ciclo che si apre  Martedì 21 settembre dalle ore 18,00 alle ore 20,00 con  un primo incontro  “Self Empowerment – potenziare la motivazione ed il senso di protagonismo personale e professionale ” è orientato ad analizzare ed approfondire nuove aree tematiche quali quelle inerenti la sfera della persona e quelle che toccano le nuove strategie aziendali.</p>
<p>Gli incontri proseguiranno, con gli stessi orari e sempre presso la sede provinciale della CNA  affrontando ogni martedì argomenti di particolare interesse ad iniziare dal prossimo 28 settembre con uno sguardo al processo della delega in azienda attraverso                “ Delegare – Un percorso da costruire tra imprenditore e collaboratore” per proseguire il martedì successivo, 5 ottobre con le delicate implicazioni che caratterizzano le fasi  del  passaggio generazionale con il seminario “ Il passaggio generazionale – Accompagnarlo e realizzarlo in modo efficace e senza contraccolpi negativi sull’azienda”. Il 12 ottobre verrà affrontato  il rapporto costi- efficienza nell’organizzazione aziendale: “Organizzazione aziendale – Maggior efficienza attraverso la riduzione dei costi “ questo il titolo dell’incontro previsto.  L’introduzione e la gestione del cambiamento in azienda sarà il tema dell’incontro del 19 ottobre sulle tematiche del “Change Management” e gli appuntamenti saranno completati martedì 26 ottobre con un approfondimento del tema   “ Logistica &#8211;   La gestione dei flussi in entrata e in uscita.”</p>
<p>Come si vede si tratta di un excursus completo sulle tematiche relative allo sviluppo della persona in ambito imprenditoriale e sulle più recenti intuizioni relativamente alle nuove  strategie aziendali.</p>
<p>“ Confortati dal successo dei primi due cicli  di seminari – afferma Massimo Gandolfi, Responsabile CNa Area Rappresentanza Mestieri e Sindacale – proponiamo una serie di incontri da non perdere, perché rappresentano un completamento del percorso iniziato e nel contempo analizzano nuove tematiche e  sperimentano metodologie all’avanguardia nell’ambito della motivazione imprenditoriale e della gestione aziendale”.</p>
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		<title>Formazione e lavoro: un circolo virtuoso (e accessibile)</title>
		<link>http://www.imprenditori.it/2010/04/17/formazione-e-lavoro-un-circolo-virtuoso-e-accessibile/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 08:24:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[finanziaria 2010]]></category>
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		<category><![CDATA[formazione]]></category>
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		<description><![CDATA[di Patrizia Spaggiari Per uscire dalla crisi occorre aumentare le opportunità di apprendimento continuo. Competenze sempre più elevate e aggiornate giocano, infatti, un ruolo decisivo per la competitività delle imprese e la qualità del lavoro interno ad esse. È pertanto prioritario investire sulle risorse umane e integrare il sistema dell&#8217;istruzione con quello della formazione e del lavoro in un ciclo virtuoso e continuo. Il ruolo dei Fondi Interprofessionali, in questo senso, può essere fondamentale per la produttività delle imprese. Il primo gennaio 2010 è entrata in vigore la Legge Finanziaria 2010 (n. 191 del 23 dicembre 2009), che prevede il coinvolgimento attivo dei Fondi paritetici Interprofessionali per la formazione continua dei lavoratori colpiti dalla crisi economica. L’art. 2 comma 141 estende, infatti, per tutto il 2010 la possibilità dei Fondi paritetici di destinare interventi in deroga alle disposizioni vigenti anche ai lavoratori con contratti di apprendistato e a progetto. Viene inoltre previsto che “nel caso di proroga dei trattamenti di cassa integrazione guadagni in deroga alla normativa vigente, i fondi interprofessionali per la formazione continua [...] possono concorrere, nei limiti delle risorse disponibili, al trattamento spettante ai lavoratori dipendenti da datori di lavoro iscritti ai fondi medesimi. In caso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1773" title="circolarità" src="http://imprenditori.it/files/2010/04/circolarità-278x300.gif" alt="circolarità" width="278" height="300" />di <a href="mailto:patrizia.spaggiari@libero.it" target="_self">Patrizia Spaggiari</a></strong></div>
<div style="text-align: justify;"><span>P</span><span>er  uscire dalla crisi occorre aumentare le opportunità di apprendimento  continuo. Competenze sempre più elevate e aggiornate giocano, infatti,  un ruolo decisivo per la competitività delle imprese e la qualità del  lavoro interno ad esse. </span></div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span>È pertanto prioritario investire sulle  risorse umane e integrare il sistema dell&#8217;istruzione con quello della  formazione e del lavoro in un ciclo virtuoso e continuo. Il ruolo dei  Fondi Interprofessionali, in questo senso, può essere fondamentale per  la produttività delle imprese. Il primo gennaio 2010 è entrata in vigore  la Legge Finanziaria 2010 (n. 191 del 23 dicembre 2009), che prevede il  coinvolgimento attivo dei Fondi paritetici Interprofessionali per la  formazione continua dei lavoratori colpiti dalla crisi economica. </span></p>
<p><span>L’art. 2 comma 141 estende, infatti, per  tutto il 2010 la possibilità dei Fondi paritetici di destinare  interventi in deroga alle disposizioni vigenti anche ai lavoratori con  contratti di apprendistato e a progetto.</span></p>
<p><span>Viene inoltre previsto che “nel caso di  proroga dei trattamenti di cassa integrazione guadagni in deroga alla  normativa vigente, i fondi interprofessionali per la formazione continua  [...] possono concorrere, nei limiti delle risorse disponibili, al  trattamento spettante ai lavoratori dipendenti da datori di lavoro  iscritti ai fondi medesimi. In caso di indennità di mobilità in deroga  alla normativa vigente concessa ai dipendenti licenziati da datori di  lavoro iscritti ai Fondi Interprofessionali per la formazione continua,  il concorso finanziario dei fondi medesimi può essere previsto,  nell’ambito delle risorse disponibili, nei casi di prima concessione in  deroga (…)”.</span></p>
<p><span>Accedere ai finanziamenti dei Fondi  Interprofessionali non è poi così difficile, anche se molte aziende,  specie le PMI credono che sia complicato. </span></p>
<p><span>Se l’azienda ha risorse ad hoc, come un  ufficio che si occupa di formazione e sviluppo del personale, l’analisi  dei bisogni formativi, la progettazione (contenuti, metodologie  formative, tempistiche, docenti, ecc…) e la parte  amministrativa/burocratica del corso avviene all’interno; se, invece,  l’azienda non ha queste risorse può affidarsi ad una Società di  consulenza esterna o ad un Ente di formazione a cui devolvere questi  oneri. Per definire il budget occorre tener conto di alcune variabili  quali: il numero dei dipendenti coinvolti in formazione, il monte ore di  docenza, le metodologie e le attività previste, ecc. </span></p>
<p><span>Se in azienda sono presenti le RSU  interne, è necessario che firmino il progetto, in caso contrario,  l’approvazione sindacale avviene da parte dei sindacati provinciali. </span></p>
<p><span>Per ogni singolo Fondo  Interprofessionale, ci sono in media circa 3-4 scadenze l’anno (agli  inizi, verso giugno/luglio e in autunno).</span></p>
<p><span>Il tempo che intercorre fra la  presentazione e l’approvazione variano, a seconda del Fondo, dai 45  giorni ai 2 mesi e, se il progetto formativo dovesse essere finanziato,  ci sono, sempre a seconda del Fondo, tra i 6 e i 12 mesi di tempo per  realizzarlo. Alcuni Fondi (ad es. Fondimpresa e Fondirigenti attraverso  il &#8220;conto formazione&#8221; e Forte attraverso il &#8220;conto individuale&#8221;),  prevedono, accanto a questa modalità &#8216;a Bando&#8217;, anche un’altra  possibilità di finanziamento dei piani formativi: le aziende accumulano  risorse attraverso una quota del contributo obbligatorio dello 0,30%  sulle retribuzioni dei propri dipendenti versato al Fondo tramite l&#8217;Inps  e possono utilizzare il proprio accantonato in qualsiasi momento  dell&#8217;anno per finanziare piani formativi aziendali con le modalità che  ritiene più opportune, sulla base di Piani formativi aziendali o  interaziendali condivisi dalle rappresentanze delle parti sociali.</span></div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span><br />
</span></p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Formazione per lavoratori a rischio</title>
		<link>http://www.imprenditori.it/2010/01/22/formazione-per-lavoratori-a-rischio/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:12:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fondimpresa]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[di Patrizia Spaggiari E&#8217; da poco uscito il nuovo bando di Fondimpresa, il n. 3/2009, che offre un nuovo sostegno concreto alle imprese colpite dalla crisi economica e finanziaria e ai lavoratori coinvolti che rischiano di perdere il proprio posto di lavoro. Dal 15 ottobre 2009 al 15 ottobre 2010, fino a esaurimento delle risorse, le aziende aderenti al Fondo potranno presentare richiesta di piani formativi per aggiornare e riqualificare dipendenti in cassa integrazione o in regime di ammortizzatori sociali. Complessivamente sono disponibili 10.000.000 euro, ma per ogni piano il contributo massimo richiesto, che va fatto direttamente a Fondimpresa, è di 500.000 euro. L&#8217;azienda richiedente dovrà, però, cofinanziare, coprendo il 50% dei costi del piano presentato ricorrendo alle risorse del proprio Conto Formazione. Pertanto per poter usufruire di questa opportunità è essenziale che l&#8217;azienda abbia effettuato le procedure di registrazione, che le consentono di controllare on line il proprio conto. Le azioni formative del Piano possono riguardare tutte le tipologie ed aree tematiche condivise tra le parti sociali riconducibili a Fondimpresa e finalizzate alla riqualificazione e all’acquisizione di abilità e competenze che favoriscono una maggiore occupabilità dei lavoratori che subiscono sospensioni del rapporto di lavoro nell’ambito di accordi che prevedono l’utilizzo di ammortizzatori sociali. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1416" title="42-15570199" src="http://imprenditori.it/files/2009/12/aula-300x200.jpg" alt="42-15570199" width="300" height="200" />di Patrizia Spaggiari</strong></div>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; <span>da poco uscito il nuovo bando di Fondimpresa, il n. 3/2009, che offre un nuovo sostegno concreto alle imprese colpite dalla crisi economica e finanziaria e ai lavoratori coinvolti che rischiano di perdere il proprio posto di lavoro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Dal 15 ottobre 2009 al 15 ottobre 2010, fino a esaurimento delle risorse, le aziende aderenti al Fondo potranno presentare richiesta di piani formativi per aggiornare e riqualificare dipendenti in cassa integrazione o in regime di ammortizzatori sociali. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Complessivamente sono disponibili 10.000.000 euro, ma per ogni piano il contributo massimo richiesto, che va fatto direttamente a Fondimpresa, è di 500.000 euro. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>L&#8217;azienda richiedente dovrà, però, cofinanziare, coprendo il 50% dei costi del piano presentato ricorrendo alle risorse del proprio Conto Formazione. Pertanto per poter usufruire di questa opportunità è essenziale che l&#8217;azienda abbia effettuato le procedure di registrazione, che le consentono di controllare on line il proprio conto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Le azioni formative del Piano possono riguardare tutte le tipologie ed aree tematiche condivise tra le parti sociali riconducibili a Fondimpresa e finalizzate alla riqualificazione e all’acquisizione di abilità e competenze che favoriscono una maggiore occupabilità dei lavoratori che subiscono sospensioni del rapporto di lavoro nell’ambito di accordi che prevedono l’utilizzo di ammortizzatori sociali. La parte prevalente del totale delle ore di formazione dei partecipanti al Piano deve essere svolta da lavoratori sospesi appartenenti alle aziende aderenti a Fondimpresa che richiedono il finanziamento. In particolare: lavoratori oggetto di richiesta di cassa integrazione, ordinaria, straordinaria, in deroga; lavoratori con contratti di solidarietà; lavoratori con contratti di apprendistato o di collaborazione a progetto. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Gli altri lavoratori eventualmente partecipanti al Piano devono essere dipendenti delle aziende aderenti proponenti, per i quali sussista l’obbligo del versamento del contributo integrativo di cui all’art. 25 della legge n. 845/1978. Sono inclusi anche i lavoratori con contratti di inserimento o reinserimento e i lavoratori a tempo determinato con ricorrenza stagionale, anche nel periodo in cui non sono in servizio nell’azienda.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>L’azienda proponente in possesso di tutti i requisiti richiesti dall’Avviso deve presentare il Piano formativo esclusivamente tramite il sistema informatico di Fondimpresa (http://pf.fondimpresa.it).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Il testo integrale dell’Avviso e i suoi allegati sono disponibili sul sito web di Fondimpresa www.fondimpresa.it.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>I Piani formativi possono essere presentati in qualsiasi momento nel periodo di validità dell’Avviso dal 15 ottobre 2009 fino al 15 ottobre 2010</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giovani imprenditori crescono. In Erasmus</title>
		<link>http://www.imprenditori.it/2009/12/14/giovani-imprenditori-crescono-in-erasmus/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 10:24:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Stefano Martalò (Centro Servizi P.M.I.) Sovente la parola Erasmus viene associata al contesto universitario, al giovane studente che si trasferisce all’estero a studiare per un periodo di tempo, ad uno scambio culturale che talvolta genera invidia in chi, per questione di tempo o età, non è mai riuscito a viverlo, e nostalgia nelle persone che si sono arricchite di un’esperienza simile aprendo nuovi orizzonti nel proprio mondo di sogni e aspirazioni. Erasmus per giovani imprenditori (progetto MOV.ENT &#8211; MOVE FORWARD ENTREPRENEURSHIP) nasce da tutto ciò che di positivo porta con sé questa idea, trasferendo il concetto di fondo in un contesto imprenditoriale. Il programma Erasmus per giovani imprenditori nasce da un’iniziativa della Commissione Europea per favorire la creazione di nuove imprese. La principale finalità è infatti quella di supportare la creazione di aziende consentendo a nuovi imprenditori, vale a dire coloro che intendono istituire un’impresa o hanno un’idea imprenditoriale da sviluppare, di apprendere competenze di amministrazione e conduzione d’impresa lavorando presso aziende di industriali affermati di un altro Stato dell&#8217;Unione Europea. Ma MOV.ENT non è solo questo. Il progetto pone al centro dell’iniziativa lo scambio inteso sia come condivisione di idee che come attività esperienziale preziosa in una realtà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong><a href="http://imprenditori.it/files/2009/12/logo_ita_colori_low_jpeg.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1174" title="logo_ita_colori_low_jpeg" src="http://imprenditori.it/files/2009/12/logo_ita_colori_low_jpeg.jpg" alt="logo_ita_colori_low_jpeg" width="259" height="255" /></a>di Stefano Martalò </strong>(<a href="http://www.cspmi.it/" target="_blank">Centro Servizi P.M.I.</a>)</div>
<div>
<p style="text-align: justify;"><span>Sovente la parola Erasmus viene associata al contesto universitario, al giovane studente che si trasferisce all’estero a studiare per un periodo di tempo, ad uno scambio culturale che talvolta genera invidia in chi, per questione di tempo o età, non è mai riuscito a viverlo, e nostalgia nelle persone che si sono arricchite di un’esperienza simile aprendo nuovi orizzonti nel proprio mondo di sogni e aspirazioni. <strong>Erasmus per giovani imprenditori </strong>(progetto MOV.ENT &#8211; MOVE FORWARD ENTREPRENEURSHIP) nasce da tutto ciò che di positivo porta con sé questa idea, trasferendo il concetto di fondo in un contesto imprenditoriale. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Il programma Erasmus per giovani imprenditori nasce da un’iniziativa della Commissione Europea per favorire la creazione di nuove imprese. La principale finalità è infatti quella di supportare la creazione di aziende consentendo a nuovi imprenditori, vale a dire coloro che intendono istituire un’impresa o hanno un’idea imprenditoriale da sviluppare, di apprendere competenze di amministrazione e conduzione d’impresa lavorando presso aziende di industriali affermati di un altro Stato dell&#8217;Unione Europea. Ma MOV.ENT non è solo questo. Il progetto pone al centro dell’iniziativa lo scambio inteso sia come condivisione di idee che come attività esperienziale preziosa in una realtà differente. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>L’iniziativa non ha solo come principale destinatario l’imprenditore che si trasferisce in un altro paese, ma anche le aziende ospitanti nei vari paesi. La Commissione Europea mira infatti a uno scambio di successo che permetta all’azienda ospitante di avere accesso a conoscenze e competenze nuove, aumentare le possibilità di internazionalizzazione della propria attività e contribuire alla creazione di una rete dinamica di imprese in tutta Europa, che possano interagire, collaborare commercialmente e arricchire, attraverso la condivisione, il proprio know-how imprenditoriale. La condivisione di idee, principio intrinseco all’iniziativa, fa sì che la partecipazione al progetto possa essere richiesta in due vesti differenti: la prima, chiedendo ospitalità come nuovo imprenditore in un paese dell’Unione Europea, la seconda, richiedendo di poter ospitare in qualità di azienda un imprenditore proveniente da un altro Stato. Il periodo di permanenza può arrivare fino a tre mesi, anche non consecutivi. Il soggiorno non prevede costi per il partecipante in quanto le spese di viaggio, vitto e alloggio sono coperte fino a 1.000 euro al mese. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Inoltre, Centro Servizi P.M.I. affianca i giovani imprenditori e le imprese in tutte le fasi, dalla definizione degli scambi alla gestione della permanenza presso l&#8217;azienda. In un’epoca di globalizzazione, in un contesto economico rappresentato da mercati saturi, in un periodo in cui è necessario cogliere le opportunità tempestivamente, MOV.ENT rappresenta sicuramente un’iniziativa unica nel campo imprenditoriale e un supporto prezioso per chi vuole avviare una nuova attività o per un’azienda che desidera entrare in una rete dinamica di imprese, ampliando i contatti professionali in un altro paese, condividendo meccanismi e conoscenza diretta dei mercati potenzialmente appetibili e mai considerati. Un’idea di integrazione imprenditoriale attraverso lo scambio di idee, abitudini e mai come in questo caso, il valore aggiunto dell’esperienza diretta. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Per info: Centro Servizi P.M.I, Rossella Brindani, Tel. 0522.267711</span></p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Voucher formativi 2009</title>
		<link>http://www.imprenditori.it/2009/09/09/voucher-formativi-2009-non-perdete-loccasione/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 07:56:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Centro Servizi PMI]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[di Centro Servizi PMI Cos&#8217;è un Voucher? È un contributo economico erogato dalla regione ai cittadini residenti per frequentare un corso di formazione, ovvero assegni formativi individuali dell&#8217;importo massimo di 5000 euro. La Regione Emilia Romagna ha appena pubblicato sul portale www.altaformazioneinrete.it il catalogo dei corsi 2009, e stabilito la data ultima per la richiesta dei voucher: le domande dovranno pervenire entro il 2 ottobre 2009. Le richieste di voucher sono soggette a valutazione e a graduatoria. La valutazione avviene separatamente per le domande presentate da soggetti occupati o da soggetti disoccupati/inoccupati. Per richiedere l’assegno formativo (voucher), occorre 1) registrarsi sul sito del catalogo all’indirizzo www.altaformazioneinrete.it; 2) compilare on-line, in tutte le sue parti, la domanda di assegnazione del voucher; 3) stampare la domanda così compilata, firmarla e inviarla, mediante Raccomandata con Avviso di ricevimento (RAR), in busta chiusa, recante l’indicazione del mittente e la dicitura “Domanda di Voucher Formativi”, al seguente indirizzo: Regione Emilia Romagna – Direzione Cultura, Formazione e Lavoro – Servizio Programmazione e Valutazione Progetti –Viale A. Moro, n. 38 – 40127 &#8211; Bologna Qualora l’attività formativa prescelta sia svolta da un Organismo di formazione che ha avuto accesso al catalogo della Regione Emilia Romagna, l’assegno formativo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Centro Servizi PMI<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Cos&#8217;è un Voucher? <span id="dnn_ctr1380_FAQs_lstFAQs_ctl00_A2">È un contributo economico erogato dalla regione ai cittadini residenti per frequentare un corso di formazione, ovvero assegni formativi individuali dell&#8217;importo massimo di 5000 euro. <strong>La Regione Emilia Romagna</strong> ha appena pubblicato sul portale <a href="http://www.altaformazioneinrete.it" target="_blank">www.altaformazioneinrete.it</a> il catalogo dei corsi 2009, e stabilito la data ultima per la richiesta dei voucher: le domande dovranno pervenire <strong>entro il 2 ottobre 2009</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Le richieste di voucher sono soggette a valutazione e a graduatoria. La valutazione avviene separatamente per le domande presentate da soggetti occupati o da soggetti disoccupati/inoccupati. <strong>Per richiedere l’assegno</strong> formativo (voucher), occorre<br />
1) registrarsi sul sito del catalogo all’indirizzo www.altaformazioneinrete.it;<br />
2) compilare on-line, in tutte le sue parti, la domanda di assegnazione del voucher;<br />
3) stampare la domanda così compilata, firmarla e inviarla, mediante Raccomandata con Avviso di ricevimento (RAR), in busta chiusa, recante l’indicazione del mittente e la dicitura “Domanda di Voucher Formativi”, al seguente indirizzo: Regione Emilia Romagna – Direzione Cultura, Formazione e Lavoro – Servizio Programmazione e Valutazione Progetti –Viale A. Moro, n. 38 – 40127 &#8211; Bologna</p>
<p>Qualora l’attività formativa prescelta sia svolta da un <strong>Organismo di formazione che ha avuto accesso al catalogo della Regione </strong>Emilia Romagna, l’assegno formativo (a copertira totale dei costi) sarà erogato in nome e per conto del destinatario, direttamente all’Organismo di formazione, indipendentemente dalla localizzazione del corso.</p>
<p style="text-align: justify;"><span>In particolare la nostra Regione ha approvato i seguenti corsi organizzati dal Centro Servizi:</span></p>
<p style="text-align: justify;">- <strong>TECNICO AMMINISTRATIVO CONTABILE</strong><br />
Sede di svolgimento Modena, Forlì/Cesena, Reggio Emilia<br />
della durata di 160 ore di cui 40 di Project Work</p>
<p>- <strong>CREATIVE MANAGEMENT DESIGN</strong><br />
Sede di svolgimento Modena, Parma, Rimini<br />
della durata di 200 ore di cui 60 di Project Work</p>
<p>- <strong>COUNSELLING ORGANIZZATIVO</strong><br />
Sede di svolgimento Reggio Emilia, Ravenna<br />
della durata di 160 ore di cui 15 di Project Work</p>
<p>- <strong>ESPERTO NELLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE NELLE P.M.I.</strong><br />
Sede di svolgimento Forlì/Cesena, Bologna<br />
della durata di 500 ore di cui 240 di stage aziendale</p>
<p>- <strong>MARKETING PER LE VENDITE</strong><br />
Sede di svolgimento Parma, Rimini, Bologna<br />
della durata di 200 ore di cui 60 di Project Work</p>
<p style="text-align: justify;">Per maggiori informazioni potrete telefonare a Centro Servizi P.M.I. (Tel. 0522 267711) oppure inviare una e-mail a: <a href="mailto:francescocampari@cspmi.it" target="_self">francescocampari@cspmi.it</a>, <a href="mailto:voucher@cspmi.it" target="_self">voucher@cspmi.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Creativi si nasce, competitivi si diventa</title>
		<link>http://www.imprenditori.it/2009/08/03/creativi-si-nasce-competitivi-si-diventa/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 15:03:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Tools]]></category>
		<category><![CDATA[competitività]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Al via la seconda fase del progetto Opta di Aster, l&#8217;iniziativa finalizzata alla diffusione delle nuove tecnologie nelle Pmi regionali: dopo l&#8217;agroalimentare, occhi puntanti sul settore moda Eccellenti sul mercato globale, senza rivali per quanto riguarda qualità e creatività. Eppure ancora poco, pochissimo attrezzate per trarre vantaggio dalle opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Questo il profilo delle aziende regionali che operano nella filiera della moda. Il settore ideale, dunque, per proporre la seconda fase del progetto Opta (Opportunity By Technology Adoption) affidato ad Aster dalla Regione Emilia-Romagna. Il progetto. Avviato nel 2008, il progetto si rivolge all&#8217;intero mondo produttivo emiliano-romagnolo, e mira a &#8220;diffondere la conoscenza e la consapevolezza delle attuali opportunità offerte dalle tecnologie dell&#8217;informazione e della comunicazione&#8221;, in gergo Ict. Improntato alla massima concretezza, il progetto prevede anzitutto l&#8217;individuazione di un settore target &#8211; l&#8217;anno scorso l&#8217;agroalimentare, quest&#8217;anno il settore moda &#8211; quindi una serie di iniziative che vanno dall&#8217;organizzazione di gruppi di lavoro ristretti, per capire quali siano i maggiori ostacoli ad un più ampio utilizzo delle Ict, fino ad eventi di scambio e confronto tra gli imprenditori del settore, per presentare buone pratiche e casi eccellenti. Ultimo &#8220;step&#8221;, l&#8217;incontro tra la domanda e l&#8217;offerta di tecnologia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Al via la seconda fase del progetto Opta di Aster, l&#8217;iniziativa finalizzata alla diffusione delle nuove tecnologie nelle Pmi regionali: dopo l&#8217;agroalimentare, occhi puntanti sul settore moda</em></p>
<p style="text-align: justify;">Eccellenti sul mercato globale, senza rivali per quanto riguarda qualità e creatività. Eppure ancora poco, pochissimo attrezzate per trarre vantaggio dalle opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Questo il profilo delle aziende regionali che operano nella filiera della moda. Il settore ideale, dunque, per proporre la seconda fase del progetto Opta (Opportunity By Technology Adoption) affidato ad Aster dalla Regione Emilia-Romagna.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il progetto.</strong> Avviato nel 2008, il progetto si rivolge all&#8217;intero mondo produttivo emiliano-romagnolo, e mira a &#8220;diffondere la conoscenza e la consapevolezza delle attuali opportunità offerte dalle tecnologie dell&#8217;informazione e della comunicazione&#8221;, in gergo Ict. Improntato alla massima concretezza, il progetto prevede anzitutto l&#8217;individuazione di un settore target &#8211; l&#8217;anno scorso l&#8217;agroalimentare, quest&#8217;anno il settore moda &#8211; quindi una serie di iniziative che vanno dall&#8217;organizzazione di gruppi di lavoro ristretti, per capire quali siano i maggiori ostacoli ad un più ampio utilizzo delle Ict, fino ad eventi di scambio e confronto tra gli imprenditori del settore, per presentare buone pratiche e casi eccellenti. Ultimo &#8220;step&#8221;, l&#8217;incontro tra la domanda e l&#8217;offerta di tecnologia, cioè tra gli imprenditori della moda e i fornitori di Ict.<br />
Primo appuntamento, mercoledì 1 luglio a San Mauro Pascoli (Villa Torlonia, ore 17), organizzato dal Cercal (Centro Ricerca e Scuola Internazionale Calzaturiera) in collaborazione con Opta, nel cuore del distretto delle calzature, punta di eccellenza della provincia di Forlì-Cesena.<br />
Punto di riferimento per le attività di formazione ma anche per la promozione e lo sviluppo del distretto &#8211; con il progetto DeCo, Diffusione e Competenze per lo sviluppo nel settore calzaturiero e moda &#8211; il Cercal ha colto al volo l&#8217;opportunità offerta da Opta, ponendosi come apripista di una serie di eventi che si svolgeranno per tutto il 2009 nelle principali città dell&#8217;Emilia-Romagna, coinvolgendo anche tutte le altre &#8220;branche&#8221; del sistema moda, tessitura e filatura, maglieria, vestiario, cuoio, accessori, ecc.<br />
Nel frattempo, nell&#8217;ambito della nuova fase di Opta, si sono già svolti i focus group (16 aprile, 6-18 maggio, 18 giugno).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dimensione economica.</strong> Primo problema emerso dagli incontri, la &#8220;dimensione economica&#8221; ancora troppo limitata di molte realtà. Come emerge da una recente indagine della Regione Emilia-Romagna sul &#8220;sistema moda&#8221; lungo la via Emilia, il settore risulta ancora fortemente &#8220;polverizzato&#8221;. Quasi 6mila le aziende attive, circa la metà delle quali microimprese o imprese individuali, di cui l&#8217;88% con meno di 20 addetti. Difficile, per una simile realtà, avere accesso in modo strutturato all&#8217;Ict.<br />
Ma ad essere ancora più difficile &#8211; come emerso dagli incontri &#8211; è &#8220;pensare&#8221; l&#8217;Ict come fattore di competitività.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Logica artigianale.</strong> Ancora legate a una logica artigianale in senso tradizionale, totalmente focalizzate sul prodotto e sulle vendite e raramente sugli strumenti innovativi di promozione e commercializzazione dello stesso, le aziende non disdegnano le nuove tecnologie in se stesse, ma liquidano la questione, nella gran parte dei casi, con un &#8220;vorrei ma non posso&#8221;. Lo stesso sito web, che potrebbe offrire immense opportunità rispetto all&#8217;interattività con il cliente (da una migliore profilazione del target a un vero e proprio canale di comunicazione diretta a bassissimo costo, fino ad arrivare all&#8217;e-commerce), viene spesso utilizzato come semplice vetrina statica. &#8220;Tutti hanno un sito web: anche noi l&#8217;abbiamo&#8221;, è la mentalità prevalente. In generale &#8211; e specialmente nelle aziende piccole, che sono la maggioranza &#8211; non c&#8217;è una gestione ragionata della tematica Ict, e a occuparsene, quando va bene, è sempre e solo il titolare.<br />
Grazie a questi spunti emersi nell&#8217;ambito dei focus group, gli eventi realizzati nell&#8217;ambito di Opta saranno particolarmente centrati sulla presentazione di buone pratiche e testimonianze &#8220;eccellenti&#8221;, per dimostrare, da un lato, che la tecnologia costa ma che può tranquillamente essere alla portata &#8211; dopo un attento studio preliminare sulle specifiche esigenze aziendali &#8211; anche di una piccola o piccolissima impresa. Dall&#8217;altro lato che, specie in un momento di difficoltà dei mercati come l&#8217;attuale, si deve resistere alla tentazione di &#8220;tirare i remi in barca&#8221;, puntando invece sull&#8217;innovazione tecnologica come condizione imprescindibile per restare competitivi sul mercato e saper cogliere i primi segnali di ripresa, quando ci saranno. Il tutto in funzione dell&#8217;ultimo step, l&#8217;appuntamento con i fornitori di soluzioni Ict, che incontreranno gli imprenditori della moda &#8211; come nella passata edizione dedicata all&#8217;agroalimentare &#8211; nell&#8217;ambito di &#8220;Research to business&#8221;, il salone internazionale per la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico che si terrà a Bologna il 12 e 13 novembre prossimi.<br />
Per informazioni sul progetto: Aster &#8211; Scienza, Tecnologia, Impresa. Area della Ricerca di Bologna, via Gobetti 101, 40129 Bologna, tel 051-6398099, fax 051-6398131, e-mail opta@aster.it, sito web http://opta.aster.it/. L&#8217;iniziativa Opta è coordinata dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Aster, e si inserisce nell&#8217;ambito del Piano Telematico Regionale 2007-2009, il principale strumento di programmazione della Regione in materia di sviluppo della &#8220;società dell&#8217;informazione&#8221; da Piacenza a Rimini. Figurano tra i partner di Opta le principali associazioni imprenditoriali regionali (Confindustria, Cna, Confartigianato, Legacoop, Confcooperative) e Unioncamere Emilia-Romagna.</p>
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		<title>Da Responsabile del personale a Coach</title>
		<link>http://www.imprenditori.it/2009/06/08/da-responsabile-del-personale-a-coach-aziendale/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 14:28:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tools]]></category>
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		<description><![CDATA[di Maria Chiara Marchi Si è da poco concluso il corso sperimentale &#8220;Il Coach Aziendale&#8221; ideato e realizzato da Centro Servizi P.M.I. all’interno di una più ampia azione &#8211; Perfect 50+ (Perfect fifty plus) &#8211; finanziata dalla Commissione Europea. Il corso, rivolto a imprenditori e responsabili di funzione, si poneva l’obiettivo di formare responsabili di area in grado di agire come coach aziendali all’interno dell’impresa, con particolare attenzione ai lavoratori over 50 (da qui il titolo dell’azione). Nella cultura e nella prassi organizzativa italiana la figura del coach aziendale è ancora pressoché inesistente o appannaggio di grandi realtà multinazionali che hanno trasferito, dalle case madri straniere alle unità italiane, metodi e strumenti innovativi di management e valorizzazione delle risorse umane. In primo luogo, il corso aveva quindi l’obiettivo di sensibilizzare i partecipanti e più in generale le imprese del nostro territorio ad adottare metodi e politiche di valorizzazione e sviluppo delle risorse umane basate su un approccio che consideri l’importanza di partire dai lavoratori e dall’ascolto attivo dei loro sistemi di competenze, valori, motivazioni e bisogni professionali, per poi conciliarli con le esigenze di crescita e gli obiettivi di business dell’azienda, in una logica trasparente di confronto, condivisione e formalizzazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Maria Chiara Marchi</strong><em></p>
<p></em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Si è da poco concluso il corso sperimentale &#8220;Il Coach Aziendale&#8221; ideato e realizzato da Centro Servizi P.M.I. all’interno di una più ampia azione &#8211; Perfect 50+ (Perfect fifty plus) &#8211; finanziata dalla Commissione Europea. Il corso, rivolto a imprenditori e responsabili di funzione, <strong>si poneva l’obiettivo di formare responsabili di area in grado di agire come coach aziendali all’interno dell’impresa, con particolare attenzione ai lavoratori over 50</strong> (da qui il titolo dell’azione).</p>
<p style="text-align: justify;">Nella cultura e nella prassi organizzativa italiana la figura del coach aziendale è ancora pressoché inesistente o appannaggio di grandi realtà multinazionali che hanno trasferito, dalle case madri straniere alle unità italiane, metodi e strumenti innovativi di management e valorizzazione delle risorse umane. In primo luogo, il corso aveva quindi l’obiettivo di sensibilizzare i partecipanti e più in generale le imprese del nostro territorio ad adottare metodi e politiche di valorizzazione e sviluppo delle risorse umane basate su un approccio che consideri l’importanza di partire dai lavoratori e dall’ascolto attivo dei loro sistemi di competenze, valori, motivazioni e bisogni professionali, per poi conciliarli con le esigenze di crescita e gli obiettivi di business dell’azienda, in una logica trasparente di confronto, condivisione e formalizzazione delle reciproche attese e aspettative provenienti dalla Direzione aziendale da un lato e dal singolo lavoratore dall’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">La filosofia organizzativa che si è cercato di diffondere nei partecipanti, insieme a un processo strutturato e a un set di strumenti ad hoc per lo svolgimento del ruolo di coach aziendale, è stata quella di un modo nuovo di fare management delle risorse umane, <strong>abbracciando l’approccio per cui il lavoratore inizi a divenire protagonista della propria performance lavorativa, coinvolto e responsabilizzato in percorsi di sviluppo e crescita professionali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente l’età e l’esperienza dei lavoratori condizionano il tipo di relazione da attivare tra questi e il coach; ad esempio, il coaching strutturato effettuato con un lavoratore over 50, normalmente esperto e detentore di un patrimonio conoscitivo prezioso per l’impresa, può configurarsi come un progetto di valorizzazione ed emersione/codificazione del suo sapere professionale tacito, con lo scopo di trasferirlo ad altri meno esperti in un’ottica intergenerazionale, oppure come volontà aziendale di supporto nell’adeguamento delle competenze ai rapidi cambiamenti imposti dalla pressione competitiva.</p>
<p style="text-align: justify;">La metodologia formativa utilizzata è stata la consulenza di processo, che prevedeva l’alternanza di fasi preliminari in aula (in parte in modalità teorica, in parte in modalità pratica mediante simulazioni) e fasi immediatamente successive di sessioni applicative reali, affrontate direttamente nelle aziende dei partecipanti, ove era previsto il coinvolgimento di un lavoratore (individuato dall’impresa di appartenenza di ogni coach aziendale all’inizio del corso come persona con la quale avviare il nuovo ruolo di coach) con cui i coach aziendali hanno sperimentato le proprie nuove abilità e capacità, beneficiando di un feedback immediato da parte del formatore.</p>
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