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	<title>ImprenditoriScrivanie | Imprenditori</title>
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	<description>uno sguardo ostinato e lucido sul mondo</description>
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		<title>Io non chiedo permesso</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 10:43:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[PremioIM]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivanie]]></category>
		<category><![CDATA[Il quaderno nero dell’amore]]></category>
		<category><![CDATA[Marilù Manzini]]></category>
		<category><![CDATA[Se siamo ancora vivi]]></category>

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		<description><![CDATA[Scrittrice, fotografa, pittrice, fashion designer e speaker radiofonica, Marilù Manzini è un’autrice modenese che si è fatta conoscere nel 2004 con Io non chiedo permesso, diventato un vero caso editoriale. Nel 2006 ha pubblicato Il quaderno nero dell’amore e nel 2008 Se siamo ancora vivi. L’uscita dell&#8217;attesissimo nuovo romanzo è imminente&#8230; Provi a descrivere la sua scrivania&#8230; “La mia scrivania è un disastro. Sopra ci sono due computer, un fisso e un portatile, centinaia di fogli sparsi, i colori che uso per dipingere e l’immancabile posacenere. Fumo moltissimo, quasi quanto il sommo Camilleri. Eppure è solo in questo caos ingovernabile che riesco a lavorare: nel mio disordine trovo tutto”. Cosa vede fuori dalla finestra del suo studio? “Vedo Milano, con i suoi capannoni e i suoi palazzi. Per me che non sopporto le vacanze e non amo il riposo, questa città è una grande fonte di ispirazione. È viva, vibrante, sempre vigile. Recentemente ho scritto un racconto-prefazione e realizzato le foto degli interni per un libro antologico dedicato proprio a Milano, firmato da narratori esordienti e da giovani industriali. Ho avuto il privilegio di scegliere anche il titolo, Le luci sopra la città”. Che cosa alimenta la sua creatività? “Quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: justify;"><span><img class="alignleft size-medium wp-image-1383" title="portrait_opt" src="http://imprenditori.it/files/2009/12/portrait_opt-300x200.jpg" alt="portrait_opt" width="300" height="200" />Scrittrice, fotografa, pittrice, fashion designer e speaker radiofonica, <strong>Marilù Manzini</strong> è un’autrice modenese che si è fatta conoscere nel 2004 con Io non chiedo permesso, diventato un vero caso editoriale. Nel 2006 ha pubblicato <em>Il quaderno nero dell’amore</em> e nel 2008 <em>Se siamo ancora vivi</em>. L’uscita dell&#8217;attesissimo nuovo romanzo è imminente&#8230;</span></p>
</div>
<div>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>P</span><span>rovi a descrivere la sua scrivania&#8230;</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span>“La mia scrivania è un disastro. Sopra ci sono due computer, un fisso e un portatile, centinaia di fogli sparsi, i colori che uso per dipingere e l’immancabile posacenere. Fumo moltissimo, quasi quanto il sommo Camilleri. Eppure è solo in questo caos ingovernabile che riesco a lavorare: nel mio disordine trovo tutto”. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Cosa vede fuori dalla finestra del suo studio?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span>“Vedo Milano, con i suoi capannoni e i suoi palazzi. Per me che non sopporto le vacanze e non amo il riposo, questa città è una grande fonte di ispirazione. È viva, vibrante, sempre vigile. Recentemente ho scritto un racconto-prefazione e realizzato le foto degli interni per un libro antologico dedicato proprio a Milano, firmato da narratori esordienti e da giovani industriali. Ho avuto il privilegio di scegliere anche il titolo, Le luci sopra la città”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Che cosa alimenta la sua creatività?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span>“Quando scrivo mi sveglio molto presto. Il mio ultimo romanzo, che dovrebbe uscire tra ottobre e dicembre 2010, l&#8217;ho scritto tutto al mattino. Per non perdere l’ispirazione mi alzavo anche alle cinque e mezza. Come dice Vasco Rossi, «Le mie canzoni nascono da sole, vengono fuori già con le parole». La creatività non si può descrivere, è un qualcosa che sgorga da dentro, e finché ne avrò non intendo risparmiarmi”.<br />
</span></p>
</div>
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		<title>La cerimonia del vino</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 12:18:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[PremioIM]]></category>
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		<category><![CDATA[AIS]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Zini]]></category>
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		<description><![CDATA[Ordine ed eleganza: la divisa di rappresentanza dell&#8217;A.I.S. (Associazione Italiana Sommelier) dice molte cose di Laura Zini, delegato della provincia di Reggio e referente regionale per la degustazione. Ma la sua cantina privata, vero e proprio santuario dedicato al vino, ci dice ancora di più su di lei&#8230; Laura, la sua non è una vera e propria scrivania&#8230; Ce la descrive? &#8220;Calici, cavatappi, decanter, termometro, pinze&#8230; Questa è la mia &#8216;scrivania&#8217; o meglio, un piccolo santuario dove conservo gli strumenti che &#8220;servono&#8221; il vino e il vino stesso. Un angolo molto privato in cui conservo i miei vini del cuore e con loro ricordi, rapporti personali legati ad alcuni produttori e la memoria di 12 anni spesi con orgoglio a servizio dell&#8217;A.I.S. e della bevanda nata da un sodalizio antico tra l&#8217;uomo e la natura, il vino&#8221;. E&#8217; per l&#8217;ordine o per il disordine? &#8220;Sono per l&#8217;ordine. Il vino è ordine. E averne cura significa dargli attenzioni: tutto è funzionale alla vita di un buon vino e la cantina è lo specchio della passione che nutriamo verso questo straordinario prodotto. Aprire una bottiglia, poi è un rito sacro. Sceglierla è molto soddisfacente, ma difficile, soprattutto quando la scelta ricade su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://imprenditori.it/files/2009/12/IMG_8649_opt.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1283" title="IMG_8649_opt" src="http://imprenditori.it/files/2009/12/IMG_8649_opt-200x300.jpg" alt="IMG_8649_opt" width="200" height="300" /></a>Ordine ed eleganza: la divisa di rappresentanza dell&#8217;A.I.S. (Associazione Italiana Sommelier) dice molte cose di <strong>Laura Zini</strong>, delegato della provincia di Reggio e referente regionale per la degustazione. Ma la sua cantina privata, vero e proprio santuario dedicato al vino, ci dice ancora di più su di lei&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Laura, la sua non è una vera e propria scrivania&#8230; Ce la descrive?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Calici, cavatappi, decanter, termometro, pinze&#8230; Questa è la mia &#8216;scrivania&#8217; o meglio, un piccolo santuario dove conservo gli strumenti che &#8220;servono&#8221; il vino e il vino stesso. Un angolo molto privato in cui conservo i miei vini del cuore e con loro ricordi, rapporti personali legati ad alcuni produttori e la memoria di 12 anni spesi con orgoglio a servizio dell&#8217;A.I.S. e della bevanda nata da un sodalizio antico tra l&#8217;uomo e la natura, il vino&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; per l&#8217;ordine o per il disordine?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Sono per l&#8217;ordine. Il vino è ordine. E averne cura significa dargli attenzioni: tutto è funzionale alla vita di un buon vino e la cantina è lo specchio della passione che nutriamo verso questo straordinario prodotto. Aprire una bottiglia, poi è un rito sacro. Sceglierla è molto soddisfacente, ma difficile, soprattutto quando la scelta ricade su di una bottiglia che ha in sé un ricordo. Di fatto, la si toglie dal suo luogo ideale, stabilendo se è &#8216;il momento&#8217;, quello che vede una perfetta armonia tra persone, vino e situazione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che valore dà alla sua cantina?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Questa mia piccola cantina privata mi rappresenta moltissimo. Lo considero un luogo creativo e fluido, in continuo divenire. Come me, come il vino stesso. Ma non è certo la staticità ciò a cui aspiro. Spero che cambi, che evolva e si arricchisca di nuove nuove esperienze. La metamorfosi fa parte della vita e della Natura e nel vino questo processo dà grandi, forse le migliori soddisfazioni&#8221;.</p>
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		<title>Karma sulla pelle</title>
		<link>http://www.imprenditori.it/2009/11/16/karma-sulla-pelle/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 15:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[PremioIM]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivanie]]></category>
		<category><![CDATA[Elisa Molinari]]></category>
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		<description><![CDATA[di Alexia Salati Ma che bontà, ma che bontà, ma che cos’è questa robina qua&#8230;? E’ Lush, storica marca inglese di saponi e creme non solo belli ma anche eticamente buoni che Elisa Molinari, responsabile del negozio di Parma, cura e propone come fossero “pezz ‘e core”. Descrivici la tua scrivania &#8220;La mia scrivania si trova all’ingresso del negozio, ed è un lungo tavolo pieno di saponi colorati e profumati. Ogni mattina espongo le nuove torte di sapone fresco in pile alte e golose. Anche nelle mattinate più uggiose trovo, su questo tavolo, qualche ispirazione per dare buon umore alla giornata. Specialmente perchè so che ogni prodotto è realizzato aderendo a principi a cui credo (vegetarian-friendly, non testati sugli animali, privi di olio di palma&#8230;), che rispettano sia gli uomini sia la natura. E così affetto i saponi, li incarto davanti al cliente e li peso&#8230; un po’ come si faceva nelle vecchie drogherie&#8221;. Ordine o piuttosto disordine? &#8220;Nella mia vita privata non sono particolarmente ordinata, ma sul lavoro tengo molto al fatto che tutto sia a posto e trasmetta agli altri un senso di freschezza ed armonia&#8221;. Cosa c’è ora sulla tua scrivania? &#8220;Adesso vedo specialmente speranze e progetti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><strong><span><a href="http://imprenditori.it/files/2009/11/IMG__0021_opt.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1055" title="IMG__0021_opt" src="http://imprenditori.it/files/2009/11/IMG__0021_opt-200x300.jpg" alt="IMG__0021_opt" width="200" height="300" /></a>di Alexia Salati</span></strong></div>
<div>
<p style="text-align: justify;"><span>Ma che bontà, ma che bontà, ma che cos’è questa robina qua&#8230;? E’ Lush, storica marca inglese di saponi e creme non solo belli ma anche eticamente buoni che <strong>Elisa Molinari, responsabile del negozio di Parma</strong>, cura e propone come fossero “pezz ‘e core”.</span></p>
</div>
<div>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>D</span><span>escrivici la tua scrivania</span></strong><span><br />
&#8220;La mia scrivania si trova all’ingresso del negozio, ed è un lungo tavolo pieno di saponi colorati e profumati. Ogni mattina espongo le nuove torte di sapone fresco in pile alte e golose. Anche nelle mattinate più uggiose trovo, su questo tavolo, qualche ispirazione per dare buon umore alla giornata. Specialmente perchè so che ogni prodotto è realizzato aderendo a principi a cui credo (vegetarian-friendly, non testati sugli animali, privi di olio di palma&#8230;), che rispettano sia gli uomini sia la natura. E così affetto i saponi, li incarto davanti al cliente e li peso&#8230; un po’ come si faceva nelle vecchie drogherie&#8221;. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Ordine o piuttosto disordine?</span></strong><span><br />
&#8220;Nella mia vita privata non sono particolarmente ordinata, ma sul lavoro tengo molto al fatto che tutto sia a posto e trasmetta agli altri un senso di freschezza ed armonia&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Cosa c’è ora sulla tua scrivania?</span></strong><span><br />
&#8220;Adesso vedo specialmente speranze e progetti. Speranza che sempre più persone sostengano un consumo etico e responsabile rispetto al mondo che ci circonda. E progetti&#8230; natalizi! Lush ha infatti in serbo una bella iniziativa per Natale. In collaborazione con VIP CLOWN &#8211; Viviamo in positivo sarà infatti possibile donare confezioni-gioco di prodotti golosi ai bambini in ospedale&#8221;.</span></p>
</div>
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		<title>La poesia è di carta</title>
		<link>http://www.imprenditori.it/2009/10/27/la-poesia-e-di-carta/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 08:45:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scrivanie]]></category>
		<category><![CDATA[Bottega del Legatore]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Maddalena Olivi]]></category>
		<category><![CDATA[Tools]]></category>

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		<description><![CDATA[di Alexia Salati Poesia di carta. Questo lo spirito che aleggia nella bottega del legatore di Maddalena Olivi. Un mestiere antico, quello del legatore, fatto di forza e di agilità, esperienza e creatività. tempo e pazienza. Descrivici la tua scrivania&#8230; &#8220;Totalmente non tecnologica e stracolma di materiali diversi. La mia scrivania è un grande tavolo da lavoro, antico, comodo e ricco di spazio, che il più delle volte occupo con quaderni e oggetti in produzione. E colla. Nel mio mestiere devo unire molte tecniche: dal disegno, al cucito&#8230; e tutti i miei strumenti sono importanti. Ultimo acquisto: una meravigliosa Olivetti Lettera 22&#8243;. Ordine o piuttosto disordine? &#8220;Più che disordine si tratta di caos vero e proprio, ma che, devo confessare, mi aiuta anche a creare i casuali accostamenti delle texture delle carte abbandonate sul tavolo, dandomi spesso lo spunto per creare nuovi abbinamenti. Fino a che non raggiungo il culmine dell&#8217;esasperazione e vorrei diventare improvvisamente svizzera. Ma l&#8217;unico richiamo alla proverbiale precisione alpina viene dal mio orologio a cucù altoatesino, e dal suo battere regolare le ore&#8221;. In questo momento dietro quale scrivania vorresti trovarti? &#8220;La mia! Non fraintendetemi, non vorrei sembrare presuntuosa, ma il fatto è che questo tavolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://imprenditori.it/files/2009/10/IMG_2210_700.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-961" title="IMG_2210_700" src="http://imprenditori.it/files/2009/10/IMG_2210_700-199x300.jpg" alt="IMG_2210_700" width="199" height="300" /></a>di Alexia Salati</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Poesia di carta. Questo lo spirito che aleggia nella bottega del legatore di Maddalena Olivi. Un mestiere antico, quello del legatore, fatto di forza e di agilità, esperienza e creatività. tempo e pazienza.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Descrivici la tua scrivania&#8230;</strong><br />
&#8220;Totalmente non tecnologica e stracolma di materiali diversi. La mia scrivania è un grande tavolo da lavoro, antico, comodo e ricco di spazio, che il più delle volte occupo con quaderni e oggetti in produzione. E colla. Nel mio mestiere devo unire molte tecniche: dal disegno, al cucito&#8230; e tutti i miei strumenti sono importanti. Ultimo acquisto: una meravigliosa Olivetti Lettera 22&#8243;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ordine o piuttosto disordine?</strong><br />
&#8220;Più che disordine si tratta di caos vero e proprio, ma che, devo confessare, mi aiuta anche a creare i casuali accostamenti delle texture delle carte abbandonate sul tavolo, dandomi spesso lo spunto per creare nuovi abbinamenti. Fino a che non raggiungo il culmine dell&#8217;esasperazione e vorrei diventare improvvisamente svizzera. Ma l&#8217;unico richiamo alla proverbiale precisione alpina viene dal mio orologio a cucù altoatesino, e dal suo battere regolare le ore&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questo momento dietro quale scrivania vorresti trovarti?</strong><br />
&#8220;La mia! Non fraintendetemi, non vorrei sembrare presuntuosa, ma il fatto è che questo tavolo mi rappresenta, è qualcosa creato &#8216;su misura&#8217;. Non mi serve uno spazio più razionale o più tecnologico, perché questo è il mio mondo. Il mestiere del legatore mi è stato insegnato da mia madre, ma ho anche perfezionato la tecnica acquisita in diverse botteghe artigiane e antiquarie. Quello che faccio ora è del tutto originale, che non lo scambierei certo facilmente&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una, nessuna, centomila scrivanie</title>
		<link>http://www.imprenditori.it/2009/08/03/una-nessuna-centomila-scrivanie/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 10:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[PremioIM]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivanie]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Coli]]></category>
		<category><![CDATA[people]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Marina Coli, non ha una sola e semplice scrivania. Un po&#8217; perchè non distingue tra la vita e il teatro, che è il suo dono e il suo impegno quotidiano. E un po&#8217; perchè &#8220;la libertà è una condizione interiore&#8221;, ma si vede anche fuori&#8230; Quanto ami la tua scrivania? La mia scrivania è la vita. L&#8217;ispirazione la prendo ovunque: dal cuore che pulsa mentre corro, dagli occhi dei bambini che mi ascoltano raccontare storie, dall&#8217;odore del teatro, dalla musica che ascolto nei lunghi viaggi in macchina&#8230; Quindi amo la mia scrivania quanto amo questa vita un po&#8217; inquieta e nomade, molto simile a me. Sei per l&#8217;ordine o per il disordine? Ordine, direi. La mia scrivania a forma di scrivania è piccola, di bambù e si trova nella mia casa di Marmoreto, di fronte a una portafinestra dalla quale vedo un corniolo e i monti dell&#8217;Appennino. Sopra ho messo una foto di famiglia che mi ritrae a 10 anni: è una foto che mi piace perchè mi trovo intensa, vedo l&#8217;inquietudine che da sempre mi accompagna e che con il tempo ho imparato a trasformare in creatività. Ecco, lì c&#8217;è ordine perchè ho bisogno di appagare il mio senso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://imprenditori.it/files/2009/08/IMG_4900_1000.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-658" title="IMG_4900_1000" src="http://imprenditori.it/files/2009/08/IMG_4900_1000-300x199.jpg" alt="IMG_4900_1000" width="275" height="182" /></a><strong>Marina Coli</strong>, non ha una sola e semplice scrivania. Un po&#8217; perchè non distingue tra la vita e il teatro, che è il suo dono e il suo impegno quotidiano. E un po&#8217; perchè &#8220;la libertà è una condizione interiore&#8221;, ma si vede anche fuori&#8230;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quanto ami la tua scrivania?</strong><br />
La mia scrivania è la vita. L&#8217;ispirazione la prendo ovunque: dal cuore che pulsa mentre corro, dagli occhi dei bambini che mi ascoltano raccontare storie, dall&#8217;odore del teatro, dalla musica che ascolto nei lunghi viaggi in macchina&#8230; Quindi amo la mia scrivania quanto amo questa vita un po&#8217; inquieta e nomade, molto simile a me.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sei per l&#8217;ordine o per il disordine?</strong><br />
Ordine, direi. La mia scrivania a forma di scrivania è piccola, di bambù e si trova nella mia casa di Marmoreto, di fronte a una portafinestra dalla quale vedo un corniolo e i monti dell&#8217;Appennino. Sopra ho messo una foto di famiglia che mi ritrae a 10 anni: è una foto che mi piace perchè mi trovo intensa, vedo l&#8217;inquietudine che da sempre mi accompagna e che con il tempo ho imparato a trasformare in creatività. Ecco, lì c&#8217;è ordine perchè ho bisogno di appagare il mio senso estetico: mi piace il bello, che per me è essenzialità, pulizia, linearità. In questo modo credo anche si riescano ad avvicinare energie positive, quel qualcosa “in più” che non vediamo e non tocchiamo, ma che c&#8217;è e ci accompagna sempre.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa c&#8217;è in questo momento sulla tua scrivania?</strong><br />
Ci sono tante possibilità che si aprono. In particolare un progetto, al quale credo molto, anche perchè ha a che fare con affetti ed esperienze personali profonde. In collaborazione con il Dipartimento di Cure Palliative dell&#8217;Ospedale di Bolzano sto immaginando un laboratorio teatrale sui temi della sofferenza e della morte. Su quei momenti dell&#8217;esistenza che la nostra società ha isolato, come se non appartenessero più alla vita. Credo sia importante ricollocarli al posto che gli spetta. Tornare a familiarizzare con questi grandi misteri, per recuperare una vita completa.</p>
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		<title>Il mio ufficio pieno di storie</title>
		<link>http://www.imprenditori.it/2009/06/19/il-mio-ufficio-pieno-di-storie/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 10:14:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[PremioIM]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivanie]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
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		<description><![CDATA[Silvia Ghirelli è diventata architetto paesaggista seguendo le tante &#8220;briciole di pollicino&#8221; che ha trovato sparse sulla propria strada e che l&#8217;hanno portata a trasformare in una vera professione ciò che più le piace fare: disegnare giardini. Descrivici la tua scrivania&#8230; Il tavolo sul quale lavoro è appartenuto ad altri che hanno lavorato prima di me: è un tavolo da sarta, molto lungo &#8211; 4 metri! &#8211; serviva per srotolare le stoffe. L&#8217;abbiamo fatto risistemare, così come anche gli altri mobili dell&#8217;ufficio, tutti legati da un unico filo conduttore, quello del lavoro appunto. Il tavolo per le riunioni è in realtà un&#8217;enorme bobina per avvolgere cavi elettrici, il mobile dove tengo i miei disegni apparteneva a una vecchia tipografia &#8230;. volevo arredare il mio ufficio in una maniera che fosse rispettosa del lavoro mio e di quelli che sono venuti prima di me. E poi, operando nel settore ambientale, volevo creare un luogo di lavoro che potesse ridare vita a degli oggetti che altrimenti sarebbero andati perduti. Sulla tua scrivania prevale l&#8217;ordine o piuttosto il disordine? Entrambi. La scrivania qui in ufficio è piuttosto ordinata &#8211; ma per merito di Barbara, la mia collega, è lei che riesce a tenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Silvia Ghirelli è diventata architetto paesaggista seguendo le tante &#8220;briciole di pollicino&#8221; che ha trovato sparse sulla propria strada e che l&#8217;hanno portata a trasformare in una vera professione ciò che più le piace fare: disegnare giardini.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Descrivici la tua scrivania&#8230;</strong><br />
Il tavolo sul quale lavoro è appartenuto ad altri che hanno lavorato prima di me: è un tavolo da sarta, molto lungo &#8211; 4 metri! &#8211; serviva per srotolare le stoffe. L&#8217;abbiamo fatto risistemare, così come anche gli altri mobili dell&#8217;ufficio, tutti legati da un unico filo conduttore, quello del lavoro appunto. Il tavolo per le riunioni è in realtà un&#8217;enorme bobina per avvolgere cavi elettrici, il mobile dove tengo i miei disegni apparteneva a una vecchia tipografia &#8230;. volevo arredare il mio ufficio in una maniera che fosse rispettosa del lavoro mio e di quelli che sono venuti prima di me. E poi, operando nel settore ambientale, volevo creare un luogo di lavoro che potesse ridare vita a degli oggetti che altrimenti sarebbero andati perduti.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sulla tua scrivania prevale l&#8217;ordine o piuttosto il disordine?</strong><br />
Entrambi. La scrivania qui in ufficio è piuttosto ordinata &#8211; ma per merito di Barbara, la mia collega, è lei che riesce a tenere tutto a posto! Questa deve essere funzionale, qui riceviamo infatti persone, clienti e collaboratori&#8230; è indispensabile sapere dove si trovano le cose. Ma sulla mia scrivania &#8211; intendo quella nella mia stanza, il tavolo su cui proprio progetto&#8230; &#8211; beh lì c&#8217;è molto disordine! E&#8217; un&#8217;oasi creativa tutta per me, dove mi metto a lavorare anche la sera tardi, magari ascoltando musica o guardando un film&#8230; sì, perché per progettare ci vuole uno spirito sereno.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questo momento a quale scrivania vorresti trovarti?</strong><br />
In qualsiasi tavolo che abbia un&#8217;anima e soprattutto sul quale io possa fermarmi un pò più a lungo per raccogliere le idee! In questo periodo c&#8217;è molto da fare e non riesco a trascorrere molto tempo sulla mia scrivania ed è una cosa che mi manca. Alle volte devo ingegnarmi e mi ritrovo ad usare come piano di lavoro un pallet o un bidone in cantiere, o la panchina di un parco&#8230; In realtà, a pensarci bene, la mia scrivania ideale è proprio fuori, là dove poi realizzo le cose che progetto.</p>
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