> di Marco Cacchioli

Ogni anno spariscono nel nulla – o si disperdono in canali poco chiari – fino a centomila tonnellate di pneumatici a fine vita (circa un quarto del volume immesso in commercio nello stesso arco di tempo). Un dato allarmante riportato nero su bianco dall’annuale rapporto sulle Ecomafie, redatto da Legambiente. Dal 2005 a oggi sono state individuate oltre mille discariche illegali in tutta la penisola, per un’estensione complessiva che supera ampiamente i 6 milioni di metri quadrati. Dalle indagini emerge chiaramente come gli pneumatici fuori uso siano tra i materiali più “gettonati” dai trafficanti. I traffici riguardano ben sedici regioni italiane e coinvolgono molti stati stranieri come punti di smistamento o mete di destinazione: Cina, Hong Kong, Malesia, Russia, India, Egitto, Nigeria e Senegal.

Se consideriamo il mancato pagamento dell’Iva per le attività di smaltimento, la vendita illegale di pneumatici, le perdite causate alle imprese di trattamento e gli oneri legati alla bonifica dei siti illegali, il danno economico per la collettività si aggira intorno ai 350 milioni di euro annui. Per far fronte ai danni ambientali ed economici derivanti dallo smaltimento illegale dei pneumatici è stato istituito, di recente, un sistema nazionale di gestione.
In vigore dal 9 giugno, il Decreto Ministeriale 82 dell’11 aprile 2011 si allinea agli indirizzi UE, ricalcando modalità di gestione già adottate in molti altri paesi. In sostanza, il provvedimento si basa sul principio della producer responsability e prevede che ciascuna azienda interessata dalla normativa sia responsabile e garantisca la gestione dei pneumatici fuori uso per una quota corrispondente a quanto immesso sul mercato nell’anno solare precedente. Tale responsabilità può essere assolta direttamente dalle aziende o attraverso strutture associate.

Da settembre si è entrati nella fase operativa vera e propria, avviando il ritiro gratuito dei pneumatici e il successivo invio agli impianti di trattamento nei quali ogni pneumatico fuori uso può essere avviato ad un percorso di recupero. Grazie alle sue caratteristiche chimico-fisiche il materiale si presta all’utilizzo in numerose applicazioni, intero o sotto forma di granuli di varie dimensioni. Inoltre, è caratterizzato da un potere calorifico pari a quello del carbone, che lo rende fonte energetica largamente usata in tutto il mondo.
L’obiettivo di recupero che la normativa impone per il 2011 è pari al 25% del quantitativo di pneumatici immessi al consumo nel 2010, mentre il traguardo finale, nel 2013, è quello di intercettare il 100% dei pneumatici che ogni anno arrivano a fine vita in Italia.