“Children left unattended will be eaten or sold into slavery”, i bambini lasciati soli verranno mangiati o venduti come schiavi. È questo il testo di un sarcastico cartello, appeso sulla porta di un esercizio commerciale, la cui foto sta circolando in rete in questo periodo. Vera o falsa che sia, l’insegna tocca una questione sempre “calda” quando si tratta di uscite in luoghi pubblici e di vacanze: la presenza dei bambini. Croce e delizia dei genitori che ovviamente li portano con sé nelle loro uscite, i pargoli spesso diventano il nemico numero uno dei non portatori di figli, che si ritrovano a dover dividere lo spazio con le spesso troppo ingombranti creaturine. Per la gioia di chi ama l’adulta tranquillità, sembra che nel vivere pubblico ci sia in atto una tendenza sempre crescente a differenziare le offerte per genitori e non: per esempio, in Germania si moltiplicano gli annunci immobiliari per coppie senza figli e i locali e gli alberghi “Kinder verboten”, così come in Svezia e in Austria, mentre una compagnia aerea inglese ha previsto due voli alla settimana per soli adulti. E in Italia, patria per eccellenza del mammismo? Barbara Casillo, direttore di Confindustria Alberghi, sostiene che anche nel nostro paese ci sia un malcelato fastidio per i bimbi a bordo e che tra gli esercenti vi sia la tendenza a privilegiare le coppie rispetto alle famiglie. Il primo a sdoganare l’avversione per i bambini è stato lo scrittore Alessandro Piperno che, intervistato da Daria Bignardi, ha confessato: “I bambini mi irritano, anche al ristorante”.