di Agnese Spinelli

Uno stanzone stipato di colori, tele, schizzi, libri e una bicicletta: qui lavora Simone Ferrarini, pittore figurativo (“ma preferisco dire che faccio il verniciatore”), amante delle tele di grandi dimensioni e della bicicletta (“se non vado in bici poi dipingo male…”). Dopo una grande mostra a New York, che gli ha aperto le porte di prestigiose gallerie d’arte, Ferrarini è oggi conosciuto per i volti, spesso urlanti, che dipinge.
Nome e cognome:
Simone “Ferarein” Ferrarini
Data di nascita:
23 dicembre 1976
Quand’eri bambino cosa sognavi di fare “da grande”?
Il camionista. Adesso invece li odio perchè rischiano sempre di investirmi, in bici.
E oggi invece cosa fai?
Dipingo quadri di grandi dimensioni, principalmente figurativi. Ma diciamo che faccio il “verniciatore”, come mi definisce un carissimo amico.
Qual è stato il tuo percorso di formazione?
Ho fatto il Chierici, che non è servito a nulla, e l’Accademia d’arte a Bologna, che è servita a farmi capire che al mondo si sta troppo bene. Poi ho lavorato 4 anni all’Agac; un’esperienza che mi ha insegnato com’è fatta la gente. Poi mi sono licenzato e sono stato 4 mesi a New York, una città che mi ha fatto credere nei sogni.
Con chi condividi il tuo spazio lavorativo?
Con Sunghe Oh, una folle ceramista coreana.
Quali sono le tue fonti d’ispirazione?
Oddio. Aiuto. (cinque minuti di silenziosa riflessione). E se non avessi fonti d’ispirazione?
Chi consideri un maestro?
Due persone che ho conosciuto sul lavoro, anni fa, e che mi hanno insegnato cose fondamentali. Sono Pietro Del Rio e Mattia Grassi… due veri maestri di vita!
Come ti immagini tra vent’anni?
Con più fissazioni di oggi. Le mie “fisse” sono le cose che mi attraggono, e che poi diventano la materia dei miei quadri: i clandestini, l’Iran, i trattori, sono quelle più recenti.
Mettiamo che ti sia concessa una reincarnazione. Cosa credi ti meriterai nella prossima vita?
Sto troppo bene in questa. Ne voglio un’altra uguale!
Tre aggettivi per descriverti.
Testardo. Testardo. Testardo.
Quali vantaggi ha il tuo lavoro?
Che godi tantissimo, come un porco…
E gli svantaggi?
E’ un settore totalmente fittizio, perchè non ha a che fare con le necessità umane. Tutto è superfluo, non necessario.
La tua casa ideale.
In campagna. Con una metratura interna modesta ma con un enorme spazio fuori.
Non esci mai senza…
Un’agenda in cui appunto un sacco di cose inutili. Se dimentico il cellulare non fa niente. Se dimentico quella non sto bene, invece…
Quali libri ci sono sul tuo comodino?
“Interviste di uomini schifosi” di David Foster Wallace, “Bella gente d’Appennino” di Giovanni Lindo Ferretti e un catalogo delle opere di Schnabel. Che secondo me lui si che è uno che fa quello che vuole, nella vita! Tipo uscire in pigiama, se gli va, e nessuno gli dice niente..
La playlist delle tue giornate.
Ascolto tantissimo Radio24. Sennò di giorno mi piace il folk, soprattutto italiano e francese, il folk rock ma anche un po’ punk e il mio amico Luca Serio Bertolini. La sera ascolto cose più intime, tipo i Radiohead. O la musica classica. Ma pochina…
Cosa fai nel tempo libero?
Un’altra delle mie “fisse” è andare in bici… faccio sugli 8mila km all’anno. Soprattutto mi piace risalire i fiumi, fare gli sterrati. Qualche mese fa sono andato a Roma, in bici. O se ho un appuntamento in Toscana ci vado così. Perchè poi se non vado in bicicletta dipingo peggio. E allora non so nemmeno se è proprio tempo libero o la fase inizale della produzione…
Sei soddisfatto quando…
C’e della vitalità, della carica…
La cosa più importante imparata sul lavoro…
Ho imparato a farmi pagare. Quello a scuola non te lo insegna nessuno. Però dovrebbero…
Cosa non sopporti?
Quelli che ragionano in base alla distizione buono/cattivo.
Se fossi un animale?
Sono indeciso: o la mia gatta, la Franca, che è sempre incazzata, o un cinghiale, che secondo me è proprio un animale potente.
Qual è stato il più grande azzardo della tua vita?
Mollare il posto fisso, all’Agac, con tredicesima, quattordicesima e premio di produzione.
La tua paura più grande.
L’acqua. L’acqua mi vuole uccidere, me lo ha detto…
A cosa non rinunceresti mai?
Ai miei fighissimi amici che sono molto rock, quasi punk!
Esprimi un desiderio.
Che finisca il petrolio
Cos’è per te la creatività?
Il potere di cambiare il mondo, volendo.

http://www.simoneferrarini.it/