
"Alla ricerca del tempo perduto" di Marcel Proust è considerato dal Guinness dei Primati come il romanzo più lungo del mondo: con circa 9.609.000 caratteri, scritti in 3724 pagine.
di Chiara Melloni
CASO LETTERARIO? “Acciaio” era tra i favoriti per il primo posto del prestigioso Premio Strega. Ha tallonato “Canale Mussolini” di Antonio Pennacchi, lasciandogli il primo posto solo per un soffio di voti. Il secondo posto è buon traguardo per un’esordiente. Ma forse troppo buono, visto che molti storcono il naso e indicano il successo di “Acciaio” come il frutto di una operazione commerciale della Rizzoli più che di un autentico talento letterario. Dunque, quello della Avallone è un brutto libro? Non proprio. Come dice Marco Belpoliti, “Acciaio” non è una ‘sòla’ ma nemmeno un caso letterario.
IN BREVE ”Acciaio” racconta il proletariato dei casermoni popolari all’ombra dello stabilimento della Lucchini, a Piombino. Due ragazzine sulla soglia dell’adolescenza, Anna e Francesca, sono legate da un’amicizia che sembra per la vita. La loro fiorente bellezza risplende nel panorama cupo di donne vessate, uomini violenti, gatti pulciosi, giovani operai che sgobbano tutta la settimana in fabbrica e poi vanno a sballarsi al week-end.
SPF 15 La storia, va riconosciuto, si fa leggere volentieri. Se cercate la lettura da ombrellone 2010, comprate la Avallone: non vi costerà fatica e anzi vi stuzzicherà in vari modi (l’amore saffico delle due ragazze, il crollo delle Torri Gemelle in diretta, vari riferimenti alle veline di Canale 5 e a Berlusconi).
DA COPIONE “Acciaio” sarebbe un ottimo film, di quelli che a metà si capisce come vanno a finire. Manca il personaggio indimenticabile, il guizzo, e la decadenza dell’Italia berlusconiana manca di originalità. A volte sembra di leggere “La Repubblica”, ma un quotidiano con la trama e qualche scena lesbo non è automaticamente letteratura. QUEL CHE è TROPPO… Spiace. “Acciaio” è un romanzo promettente, ma il secondo posto allo Strega è troppo. E le critiche sono fondate. Speriamo che l’autrice non si monti la testa (ma non si scoraggi, nemmeno).




