La società israeliana Face.com, creatrice degli algoritmi che sono alla base di alcuni servizi di Facebook, apre la sua piattaforma di programmazione agli sviluppatori esterni, che potranno così utilizzare le tecnologie di riconoscimento facciale per creare nuove applicazioni e servizi da inserire in diversi siti Web e consentire agli internauti di “personalizzare” la loro navigazione online. Sebbene interessante dal punto di vista dell’innovazione, molti analisti sottolineano anche la potenziale problematicità dovuta ai risvolti inattesi sul fronte della tutela della privacy.




