INPE0637_optdi Federica Imbrogli

Il solo fatto di disporre di una connessione alla rete, ci apre un mare di possibilità. Infiniti gli scenari (a volte quasi fantascientifici) se pensiamo ad uno strumento – Internet – al massimo delle sue potenzialità. Per fare la dichiarazione dei redditi, pagare le tasse o prenotare una visita medica consultando un calendario condiviso non ci sarebbe bisogno di compiere un movimento fisico, spostandosi dal punto A al punto B come siamo invece abituati a fare per qualsiasi cosa, anche e soprattutto per lavorare. Ma le abitudini, si sa, sono dure a morire. E queste sono solo piccole banalità confronto a ciò che potremmo fare se imparassimo davvero ad utilizzare questa fantastica ‘invenzione’ per quello che è: una tecnologia in grado di cambiare la nostra vita. All’abitudine e alla pigrizia di rimanere aggrappati al ‘vecchio’ si aggiunge un mercato non pronto. Come è possibile? Il nostro è un Paese dove il 40% della popolazione ha un’età compresa tra i 40 e i 59 anni e dove gli uomini e donne con più di 65 anni sono quasi 12 milioni (il 20% del totale).

Il computer in classe e le ore di informatica sono indubbiamente necessità. Ma se la matematica non è un opinione la ‘fetta’ di torta sulla quale è bene cominciare ad investire in termini di formazione è un’altra. Quella, appunto dei ‘Nonni’ e di chi si è fermato all’uso (base) del cellulare. Per assurdo, alle giovani generazioni la tecnologia non c’è quasi bisogno di insegnarla. Gli over 50 invece hanno qualche problema in più, ma sono per natura degli entusiasti e spendere per loro un po’ di tempo e denaro dà – oltre che grandi soddisfazioni a chi lo fa – un vantaggio a tutta la collettività e un pingue mercato alle aziende. Finora le iniziative sono partite per lo più dal sociale. Pensiamo ai progetti ai noi più vicini come “Nonno bit e nonna byte” lanciato dal comune di Reggio Emilia in collaborazione con l’istituto Bus Pascal e recentemente ampliato col sostegno di Coop Nordest e dell’Università di Reggio Emilia o a “Informatica per capelli d’argento” promosso invece dalla Provincia di Parma in collaborazione con il Coordinamento provinciale dei Comitati Anziani e Orti Sociali e gli Istituti superiori di Parma e Provincia. Non ci piace dirlo, ma sappiamo che la lingua del soldo muove grandi opere. E se la popolazione internetizzata cresce, forse con lei cresceranno anche i servizi e vantaggi che si potranno trarre da un uso più diffuso della tecnologia. Vantaggi per tutti. Senza contare, che così facendo avremmo fatto qualcosa contro il digital divide. Motivazioni sufficienti?