È pertanto prioritario investire sulle risorse umane e integrare il sistema dell’istruzione con quello della formazione e del lavoro in un ciclo virtuoso e continuo. Il ruolo dei Fondi Interprofessionali, in questo senso, può essere fondamentale per la produttività delle imprese. Il primo gennaio 2010 è entrata in vigore la Legge Finanziaria 2010 (n. 191 del 23 dicembre 2009), che prevede il coinvolgimento attivo dei Fondi paritetici Interprofessionali per la formazione continua dei lavoratori colpiti dalla crisi economica.
L’art. 2 comma 141 estende, infatti, per tutto il 2010 la possibilità dei Fondi paritetici di destinare interventi in deroga alle disposizioni vigenti anche ai lavoratori con contratti di apprendistato e a progetto.
Viene inoltre previsto che “nel caso di proroga dei trattamenti di cassa integrazione guadagni in deroga alla normativa vigente, i fondi interprofessionali per la formazione continua [...] possono concorrere, nei limiti delle risorse disponibili, al trattamento spettante ai lavoratori dipendenti da datori di lavoro iscritti ai fondi medesimi. In caso di indennità di mobilità in deroga alla normativa vigente concessa ai dipendenti licenziati da datori di lavoro iscritti ai Fondi Interprofessionali per la formazione continua, il concorso finanziario dei fondi medesimi può essere previsto, nell’ambito delle risorse disponibili, nei casi di prima concessione in deroga (…)”.
Accedere ai finanziamenti dei Fondi Interprofessionali non è poi così difficile, anche se molte aziende, specie le PMI credono che sia complicato.
Se l’azienda ha risorse ad hoc, come un ufficio che si occupa di formazione e sviluppo del personale, l’analisi dei bisogni formativi, la progettazione (contenuti, metodologie formative, tempistiche, docenti, ecc…) e la parte amministrativa/burocratica del corso avviene all’interno; se, invece, l’azienda non ha queste risorse può affidarsi ad una Società di consulenza esterna o ad un Ente di formazione a cui devolvere questi oneri. Per definire il budget occorre tener conto di alcune variabili quali: il numero dei dipendenti coinvolti in formazione, il monte ore di docenza, le metodologie e le attività previste, ecc.
Se in azienda sono presenti le RSU interne, è necessario che firmino il progetto, in caso contrario, l’approvazione sindacale avviene da parte dei sindacati provinciali.
Per ogni singolo Fondo Interprofessionale, ci sono in media circa 3-4 scadenze l’anno (agli inizi, verso giugno/luglio e in autunno).
Il tempo che intercorre fra la presentazione e l’approvazione variano, a seconda del Fondo, dai 45 giorni ai 2 mesi e, se il progetto formativo dovesse essere finanziato, ci sono, sempre a seconda del Fondo, tra i 6 e i 12 mesi di tempo per realizzarlo. Alcuni Fondi (ad es. Fondimpresa e Fondirigenti attraverso il “conto formazione” e Forte attraverso il “conto individuale”), prevedono, accanto a questa modalità ‘a Bando’, anche un’altra possibilità di finanziamento dei piani formativi: le aziende accumulano risorse attraverso una quota del contributo obbligatorio dello 0,30% sulle retribuzioni dei propri dipendenti versato al Fondo tramite l’Inps e possono utilizzare il proprio accantonato in qualsiasi momento dell’anno per finanziare piani formativi aziendali con le modalità che ritiene più opportune, sulla base di Piani formativi aziendali o interaziendali condivisi dalle rappresentanze delle parti sociali.

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