Un sistema produttivo solido ma particolarmente esposto per sua natura alla crisi globale in quanto fortemente orientato al commercio internazionale. Un sistema che nel quarto trimestre del 2009 registra perdite in doppia cifra sul fronte della produzione (-11,9% rispetto allo stesso periodo del 2008), del fatturato (-12,2%), della domanda (-11,8%). Un tessuto imprenditoriale che tuttavia prevede aumenti della produzione (il 28% delle aziende interpellate) o stabilità (una su due) nella prima parte del 2010. Sono questi i principali nuclei tematici messi in luce dall’indagine congiunturale sul manifatturiero (relativa al quarto trimestre del 2009) realizzata in collaborazione tra Unioncamere Emilia-Romagna, Confindustria Emilia-Romagna e Carisbo.
I settori più in sofferenza? Industria dei metalli (-19%) e industria meccanica (-14,5%), mentre l’alimentare si conferma il comparto anticiclico per eccellenza (-0,5%). In flessione le esportazioni (-7% nell’ultimo trimestre del 2009), seppure con un dato più contenuto rispetto a quello nazionale (-8,1%). Sul fronte del credito, rallentano i prestiti alle imprese (-2,6%), in particolare verso l’industria (quasi dieci punti percentuali in meno).
“I dati relativi al 2009 – dichiara il presidente di Unioncamere Emilia-Romagna, Andrea Zanlari – fotografano una regione che, alla pari delle altre aree italiane ed europee, sta subendo profonde trasformazioni economiche e sociali, sulla spinta della crisi internazionale. Anche per il 2010, la priorità sarà la gestione dell’emergenza: evitare chiusure di imprese, tutelare il lavoro e aiutare le famiglie che, a causa del perdurare della crisi, rischiano di scivolare verso la soglia di povertà”. Tuttavia – aggiunge Zanlari – non possiamo limitarci ad aspettare tempi migliori, ma dobbiamo essere noi a crearne le condizioni. Dobbiamo vedere oltre il pericolo e cogliere le opportunità con strategie di medio e lungo periodo”.
Qualche segnale positivo arriva dalle aspettative degli attori economici: il 28% degli imprenditori (secondo la rilevazione previsionale semestrale di Confindustria regionale su 850 imprese, che integra l’indagine Unioncamere) prevede nella prima parte del 2010 un aumento della produzione, quasi un imprenditore su due si aspetta stazionarietà mentre il 23% teme una riduzione dei livelli produttivi




