bankdi Paola Caiti
Ben vengano gli accordi sottoscritti dal Comitato Basilea 2 per la supervisione bancaria l’accordo quadro SOS Impresa Italia che amplia la recente convenzione ABI-MEF, finalizzato ad incrementare forme di sostegno per le PMI Italiane. Tutto ciò però serve a ben poco se alla base non esiste un rapporto fondamentale di conoscenza.

La banca, infatti, è un partner che deve sforzarsi di conoscere l’azienda (sua cliente), il progetto di crescita, le idee, valutarne il percorso, condividerne le valutazioni, le oggettive difficoltà e/o rischi, sensibilizzare il monitoraggio, instaurando così un collegamento diretto e condiviso che aiuti ad individuare possibili soluzioni, aggiornamenti e opportunità di rilancio.

Basilea 2 ha avuto l’indubbio pregio di coinvolgere la banca nella gestione dei rischi dei propri clienti ma, se la banca stessa non conosce la propria clientela, tutto si riduce a soli numeri. Gli imprenditori si trovano a dover superare le rigidità e le ottusità che spesso si nascondono nei parametri, nei puri calcoli matematici, nelle statistiche e nei tecnicismi.

La banca oggi si preoccupa più di informarti che sono aumentate le commissioni piuttosto che chiederti un appuntamento per conoscere i progetti ed il percorso di crescita e, perché no, le difficoltà incontrate. Io credo che oggi non sia così importante quanto ti può costare la gestione di uno o più c/c, la differenza sta nell’approccio, nel rapporto fatto di persone, nella necessità di conoscere e valutare, nella fiducia reciproca. Se, dopo 15 anni di regolare rapporto, i dirigenti della mia banca non sanno chi è il nostro Presidente, come imprenditore, mi trovo di fronte non solo all’ottusità dei numeri ma all’ottusità degli stessi dirigenti.

Beh! Allora la mia banca è proprio indifferente.