invito_di Federico Parmeggiani

Il Governo Italiano ha recentemente approvato il cosiddetto “Disegno di Legge Brunetta” in materia di semplificazione dei rapporti della pubblica amministrazione con cittadini e imprese”. Tale disegno di legge, contenente anche la delega al Governo per l’emanazione della carta dei diritti e doveri della P.A., sarà probabilmente sottoposto all’esame delle camere entro tempi non troppo lunghi ed è di grande interesse perché include una serie di disposizioni capaci di incidere sensibilmente sulla vita delle imprese e sul loro rapporto con le amministrazioni pubbliche.

Informatizzazione e velocizzazione degli adempimenti concernenti le imprese.

In primo luogo il disegno promuove una maggiore informatizzazione delle imprese vista come strumento di semplificazione della gestione delle medesime, prevedendo l’uso degli strumenti informatici per gli obblighi di vidimazione e di numerazione progressiva delle scritture contabili. Tale provvedimento, in sintonia col recentemente modificato regime di trasferimento delle quote di s.r.l., sembra degno di essere salutato con favore per la maggiore efficienza che apporta alla tenuta della contabilità.

Sempre in quest’ottica di semplificazione ed efficienza, viene poi specificato che d’ora in avanti gli adempimenti per le imprese introdotti da nuove norme (ad eccezione di quelli fiscali o contabili) avranno necessariamente efficacia a partire dal primo di marzo o dal primo di settembre di ogni anno.

In questo modo gli imprenditori potranno organizzare meglio il proprio lavoro basandosi solo su queste due scadenze fisse. Sono poi previste novità per particolari tipologie di impresa: le strutture ricettive, ad esempio, avranno l’obbligo di comunicare alla questura i nominativi delle persone alloggiate entro dodici ore dal loro arrivo tramite mezzi informatici.

Disposizioni in materia edilizia.

Particolarmente innovative sono poi tutte le disposizioni che interessano il settore edilizio. In primo luogo sono liberalizzati gli interventi di rimozione di barriere architettoniche che non comportino la costruzione di rampe, ascensori esterni o manufatti che alterino la sagoma dell’edificio.

Sempre per via telematica tramite un modello elettronico sarà possibile comunicare le operazioni di cessione di fabbricati. Infine i documenti necessari in materia edilizia potranno essere tutti presentati telematicamente allo sportello unico per l’edilizia, attraverso il quale ogni documento sarà automaticamente inoltrato a tutte le amministrazioni competenti.

Queste innovazioni tecnologiche volte a semplificare l’iter burocratico di ogni opera edilizia – iter da sempre oggetto di profonde critiche per la sua farraginosità – sono assolutamente auspicabili e si confida solamente che, una volta divenute legge, le singole amministrazioni pubbliche siano in grado di attuarle concretamente.

Informatizzazione in ambito processuale.

Il disegno di legge intende inoltre anticipare la vigenza della disciplina del processo telematico e introdurre una volta per tutte le tecniche informatiche in materia di processi civili e penali, la cui proverbiale lentezza e inefficienza è stata da più parti additata come un pesante freno ed un costo incisivo per lo sviluppo dell’economia italiana. A tal fine, da un lato, è ribadita l’immediata applicazione delle modalità di trasmissione telematica alle comunicazioni e notificazioni tra uffici giudiziari ed avvocati, dall’altro, il provvedimento mira a incentivare sia il rilascio delle copie dei documenti in formato digitale che la promozione dei mezzi di pagamento telematici per il settore forense.

Il risparmio in termini di tempo e di risorse che una simile disciplina apporterebbe al sistema giudiziario italiano appare certamente ingente, il che la rende non ulteriormente differibile visto lo stato in cui versano specialmente certi tribunali italiani.

Sia concessa però al riguardo anche una nota di scetticismo un po’ più marcata in merito all’effettiva operatività di una riforma così profonda in un settore – l’amministrazione della giustizia – che nel corso degli anni si è mostrato sia sulla sponda dei giudici che su quella degli avvocati tra i più conservatori e restii ad accettare l’innovazione tecnologica, generalmente guardata con sospetto più che compresa nelle sue attuali potenzialità. Speriamo che anche in questo caso la crisi e la necessità di risparmiare risorse a tutti i costi costituiscano la definitiva spinta propulsiva verso un radicale cambiamento.