Ordine ed eleganza: la divisa di rappresentanza dell’A.I.S. (Associazione Italiana Sommelier) dice molte cose di Laura Zini, delegato della provincia di Reggio e referente regionale per la degustazione. Ma la sua cantina privata, vero e proprio santuario dedicato al vino, ci dice ancora di più su di lei…
Laura, la sua non è una vera e propria scrivania… Ce la descrive?
“Calici, cavatappi, decanter, termometro, pinze… Questa è la mia ‘scrivania’ o meglio, un piccolo santuario dove conservo gli strumenti che “servono” il vino e il vino stesso. Un angolo molto privato in cui conservo i miei vini del cuore e con loro ricordi, rapporti personali legati ad alcuni produttori e la memoria di 12 anni spesi con orgoglio a servizio dell’A.I.S. e della bevanda nata da un sodalizio antico tra l’uomo e la natura, il vino”.
E’ per l’ordine o per il disordine?
“Sono per l’ordine. Il vino è ordine. E averne cura significa dargli attenzioni: tutto è funzionale alla vita di un buon vino e la cantina è lo specchio della passione che nutriamo verso questo straordinario prodotto. Aprire una bottiglia, poi è un rito sacro. Sceglierla è molto soddisfacente, ma difficile, soprattutto quando la scelta ricade su di una bottiglia che ha in sé un ricordo. Di fatto, la si toglie dal suo luogo ideale, stabilendo se è ‘il momento’, quello che vede una perfetta armonia tra persone, vino e situazione”.
Che valore dà alla sua cantina?
“Questa mia piccola cantina privata mi rappresenta moltissimo. Lo considero un luogo creativo e fluido, in continuo divenire. Come me, come il vino stesso. Ma non è certo la staticità ciò a cui aspiro. Spero che cambi, che evolva e si arricchisca di nuove nuove esperienze. La metamorfosi fa parte della vita e della Natura e nel vino questo processo dà grandi, forse le migliori soddisfazioni”.




