Dati alla mano, il celeberrimo smog, nemico pubblico numero uno di ogni cittadino che si rispetti, è calato di oltre il 70% dai tempi in cui il termine fu coniato. Non staremo mica esagerando? All’inizio del XX secolo, avvolti dalle prime, malsane nebbie cittadine, gli inglesi coniarono un neologismo destinato a rimanere per lunghissimo tempo nell’uso collettivo: l’incrocio dei termini smoke e fog diede origine al conosciutissimo smog. Si provi ora a chiedere in giro: chiunque sosterrà che lo smog non può che essere cresciuto negli ultimi anni.
Falso! Rispetto agli anni ’50 del secolo scorso stiamo vivendo un graduale e costante miglioramento. La sostituzione del carbone come combustibile e l’uso progressivo di tecnologie meno inquinanti hanno cambiato in modo drastico la qualità dell’aria: l’OCSE ha calcolato che negli ultimi 40 anni, nei paesi sviluppati, l’inquinamento è decresciuto di circa il 70% (fonte: OECD Environmental Outlook, 2002, pag.183). Sembra allora che la convinzione riguardante l’inesorabile peggioramento dell’aria sia solo un luogo comune, forse uno dei più difficili da sradicare. La domanda “riusciremo davvero a salvare questo piccolo pianeta?” aleggia nell’aria. Un’aria fortunatamente più pulita di quanto l’immaginario collettivo pensi.




