IMG_2210_700di Alexia Salati

Poesia di carta. Questo lo spirito che aleggia nella bottega del legatore di Maddalena Olivi. Un mestiere antico, quello del legatore, fatto di forza e di agilità, esperienza e creatività. tempo e pazienza.

Descrivici la tua scrivania…
“Totalmente non tecnologica e stracolma di materiali diversi. La mia scrivania è un grande tavolo da lavoro, antico, comodo e ricco di spazio, che il più delle volte occupo con quaderni e oggetti in produzione. E colla. Nel mio mestiere devo unire molte tecniche: dal disegno, al cucito… e tutti i miei strumenti sono importanti. Ultimo acquisto: una meravigliosa Olivetti Lettera 22″.

Ordine o piuttosto disordine?
“Più che disordine si tratta di caos vero e proprio, ma che, devo confessare, mi aiuta anche a creare i casuali accostamenti delle texture delle carte abbandonate sul tavolo, dandomi spesso lo spunto per creare nuovi abbinamenti. Fino a che non raggiungo il culmine dell’esasperazione e vorrei diventare improvvisamente svizzera. Ma l’unico richiamo alla proverbiale precisione alpina viene dal mio orologio a cucù altoatesino, e dal suo battere regolare le ore”.

In questo momento dietro quale scrivania vorresti trovarti?
“La mia! Non fraintendetemi, non vorrei sembrare presuntuosa, ma il fatto è che questo tavolo mi rappresenta, è qualcosa creato ‘su misura’. Non mi serve uno spazio più razionale o più tecnologico, perché questo è il mio mondo. Il mestiere del legatore mi è stato insegnato da mia madre, ma ho anche perfezionato la tecnica acquisita in diverse botteghe artigiane e antiquarie. Quello che faccio ora è del tutto originale, che non lo scambierei certo facilmente”.