Marina Coli, non ha una sola e semplice scrivania. Un po’ perchè non distingue tra la vita e il teatro, che è il suo dono e il suo impegno quotidiano. E un po’ perchè “la libertà è una condizione interiore”, ma si vede anche fuori…
Quanto ami la tua scrivania?
La mia scrivania è la vita. L’ispirazione la prendo ovunque: dal cuore che pulsa mentre corro, dagli occhi dei bambini che mi ascoltano raccontare storie, dall’odore del teatro, dalla musica che ascolto nei lunghi viaggi in macchina… Quindi amo la mia scrivania quanto amo questa vita un po’ inquieta e nomade, molto simile a me.
Sei per l’ordine o per il disordine?
Ordine, direi. La mia scrivania a forma di scrivania è piccola, di bambù e si trova nella mia casa di Marmoreto, di fronte a una portafinestra dalla quale vedo un corniolo e i monti dell’Appennino. Sopra ho messo una foto di famiglia che mi ritrae a 10 anni: è una foto che mi piace perchè mi trovo intensa, vedo l’inquietudine che da sempre mi accompagna e che con il tempo ho imparato a trasformare in creatività. Ecco, lì c’è ordine perchè ho bisogno di appagare il mio senso estetico: mi piace il bello, che per me è essenzialità, pulizia, linearità. In questo modo credo anche si riescano ad avvicinare energie positive, quel qualcosa “in più” che non vediamo e non tocchiamo, ma che c’è e ci accompagna sempre.
Cosa c’è in questo momento sulla tua scrivania?
Ci sono tante possibilità che si aprono. In particolare un progetto, al quale credo molto, anche perchè ha a che fare con affetti ed esperienze personali profonde. In collaborazione con il Dipartimento di Cure Palliative dell’Ospedale di Bolzano sto immaginando un laboratorio teatrale sui temi della sofferenza e della morte. Su quei momenti dell’esistenza che la nostra società ha isolato, come se non appartenessero più alla vita. Credo sia importante ricollocarli al posto che gli spetta. Tornare a familiarizzare con questi grandi misteri, per recuperare una vita completa.





1 commento
marina coli says:
feb 16, 2010
Salve, sono una sua omonima, originaria da parte di padre di Villaminozzo, cittadina sull’Appennino, a me molto cara e che mi ricorda la mia infanzia. Sono nata a Genova, dove ho vissuto fino ad oggi con marito e due figlie. Mi complimento per la sua attività e un pò la invidio perchè mi sembra una persona libera che ha perseguito le sue inclinazioni e che è riuscita a realizzarle. In genere mi sento attratta caratterialmente da persone creative e un pò al di sopra dei classici canoni in cui la maggior parte di noi si trova a vivere un pò per pigrizia un pò per mancanza di ambizioni. Tanti auguri per il proseguimento dei suoi progetti. La saluto caramente.